Aversa (Caserta) – «Non vogliamo che pensiate come noi; vogliamo solo che pensiate». «La libertà di pensiero ce l’abbiamo: ora ci vorrebbe il pensiero». Con queste due massime, la seconda attribuita a Karl Kraus, si presenta Labouratorio Germinal, prima associazione culturale aversana che si definisce “di area metropolitana”. Un esordio programmatico, netto, che chiarisce fin da subito l’ambizione del nuovo sodalizio: non proporre verità precostituite, ma aprire spazi di riflessione, confronto e conflitto delle idee.
I fondatori – A dare vita all’associazione sono Mario Francese, presidente, Emidio Oliva, vicepresidente, AnnaGioia Trasacco, Giuseppe Cristiano, Domenico Del Piano, Emanuela Renzullo, Melania Menditto, Corrado La Rocca, Vincenzo Fardella, Nunziante Valoroso, Luigi Ciriello e Mario Santoro. Un gruppo eterogeneo anche per età, che va dai 25 anni fino a oltre i 60: generazioni diverse, boomers e millennials insieme, chiamate a dialogare senza steccati né appartenenze preconfezionate.
Una cultura senza recinti – Tra le peculiarità rivendicate da Labouratorio Germinal c’è la volontà di fare cultura a 360 gradi, sottraendola ai rituali consunti delle passerelle presenzialiste e a quelle che vengono definite, senza mezzi termini, tanto le “parrocchiette vetero-borghesi” quanto le pseudo avanguardie radical chic. L’obiettivo dichiarato è coltivare un pensiero critico e dialettico, lontano sia dai dogmi conformisti sia dalle mode revisioniste. Apartitica per scelta, l’associazione si definisce proprio per questo “fieramente politica”, nel senso più ampio e alto del termine.
Interrogare il presente – L’intento è quello di interrogarsi e interrogare sui grandi e piccoli temi del nostro tempo, anche – e soprattutto – su quelli considerati tabù. Portare Aversa dentro i dibattiti nazionali, europei e globali, superando una visione provinciale della cultura, è una delle sfide centrali del progetto. Fare cultura, per Labouratorio Germinal, non significa assistere passivamente a uno spettacolo o a una conferenza, né confondere l’impegno culturale con l’intrattenimento “terapeutico” o con il tempo libero travestito da beneficenza. La cultura viene intesa come formazione continua, confronto critico, informazione e denuncia, progetto e giustizia, arte e comunità, attraversando campi che vanno dalla filosofia alla scienza, dall’economia alla letteratura, dal cinema alla sociologia, fino alla riflessione sull’umano e sulle sue contraddizioni.
I primi appuntamenti – Su queste basi è stato già definito un primo calendario di attività. Si parte giovedì 15 gennaio, alle ore 18, ad Aversa, alla Bottega Corcioni, in via Corcioni 60-62, con la presentazione del libro Eurosuicidio di Gabriele Guzzi, economista critico noto per le sue posizioni controcorrente. Interverranno, insieme all’autore, Mario Francese e AnnaGioia Trasacco, del direttivo di Labouratorio Germinal; Mario Cosenza, dell’Università Federico II di Napoli – Scuola Superiore Meriodionale; Luca De Rosa, ingegnere e attivista; Nicola De Chiara, direttore editoriale del periodico “Nero su Bianco”; Pasquale Migliaccio, blogger. Il secondo appuntamento è fissato per il 10 febbraio, nella stessa sede, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, con la presentazione del volume In difesa dell’umano di Paolo Desogus, docente proveniente dall’Università della Sorbona di Parigi. E, come annunciano i promotori, il percorso è solo all’inizio.

