Mondragone, estorsioni e raid armati nell’autonoleggio: 5 arresti per il clan di Bagnoli

di Redazione

Mondragone (Caserta) – Una richiesta di 285mila euro per una Lamborghini incidentata, un imprenditore costretto a consegnare contanti dopo minacce e aggressioni, fino all’irruzione armata nell’autonoleggio con passamontagna e scooter per portare via un’auto dal piazzale. È la spirale di intimidazioni e violenze ricostruita dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli che questa mattina ha portato all’arresto di cinque uomini dell’area flegrea, ritenuti vicini al clan Esposito, gruppo criminale che all’epoca dei fatti avrebbe esercitato il controllo sull’area di Bagnoli.

Le misure cautelari in carcere, eseguite dalla Polizia di Stato, riguardano Massimiliano Esposito, indicato dagli investigatori come presunto capoclan, Lucio Musella, 37 anni, Alessio Caruso, 37 , Marco Zito, 50, e Francesco Grassi, 34 . Sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di estorsione, tentata estorsione e rapina aggravati dal metodo mafioso.

L’inchiesta della Dda – Le indagini, coordinate dalla Dda di Napoli e condotte dalla Squadra Mobile diretta da Mario Grassia, hanno ricostruito mesi di pressioni ai danni di un imprenditore del Casertano attivo nel settore del noleggio di auto di lusso. Secondo gli investigatori, tutto sarebbe partito da un tentativo di truffa messo in atto da un esponente di spicco del sodalizio criminale che, utilizzando documenti falsi, avrebbe cercato di ottenere il noleggio di un’autovettura di ingentissimo valore. Quando il titolare dell’attività si sarebbe accorto del raggiro, tra i due sarebbe scoppiata una colluttazione. Da quel momento, però, il clan avrebbe preteso una sorta di “risarcimento” per l’affronto subito, ottenendo dall’imprenditore il pagamento di 10mila euro in contanti.

La Lamborghini e la richiesta da 285mila euro – La vicenda non si sarebbe fermata lì. Successivamente, alcuni componenti del gruppo criminale avrebbero avanzato nei confronti dell’imprenditore una nuova richiesta di denaro: 285mila euro per compensare i danni derivati da un incidente stradale che aveva coinvolto una Lamborghini noleggiata a un cliente. Secondo la ricostruzione accusatoria, gli indagati sostenevano che la supercar appartenesse al boss del clan. Un’affermazione che, però, non avrebbe trovato alcun riscontro documentale. Proprio l’assenza di atti di proprietà o di elementi capaci di collegare la Lamborghini agli esponenti del sodalizio criminale ha consentito agli investigatori di qualificare quella pretesa economica come una vera e propria estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Il raid nell’autonoleggio – Al rifiuto dell’imprenditore di versare l’ingente somma sarebbe seguita una spedizione punitiva. Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni componenti del gruppo sarebbero arrivati nell’autonoleggio di Mondragone a bordo di auto e scooter, con il volto coperto da passamontagna. Una volta entrati nel piazzale dell’attività commerciale, si sarebbero impossessati di una vettura intestata alla moglie del titolare, portandola via sotto minaccia. Determinanti per l’identificazione dei presunti responsabili sarebbero state le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nell’area dell’autonoleggio e lungo le strade percorse durante il raid. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto per tutti e cinque gli indagati la custodia cautelare in carcere.

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