Roma – Un’ora e mezza di confronto a Palazzo Chigi per rafforzare l’asse tra Roma e Washington in uno dei momenti più delicati sul piano internazionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto il segretario di Stato americano Marco Rubio dopo la sua visita in Vaticano e il lungo bilaterale con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sul tavolo, la crisi in Iran, le tensioni nello Stretto di Hormuz, il conflitto in Ucraina e il futuro degli equilibri nel Mediterraneo e in Medio Oriente.
Il vertice a Palazzo Chigi – Rubio è stato accolto dalla premier con una stretta di mano e un cordiale “Come stai?”. Il colloquio si è svolto in un clima definito collaborativo e ha avuto l’obiettivo di consolidare il partenariato strategico tra Stati Uniti e Italia, anche alla luce delle tensioni emerse nelle ultime settimane dopo gli attacchi del presidente americano Donald Trump nei confronti di Papa Leone XIV. Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Stato americano attraverso il portavoce Tommy Pigott, Rubio “ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti a mantenere uno stretto coordinamento sulle priorità condivise”. Nel corso dell’incontro si è discusso delle crisi regionali, in particolare Medio Oriente e Ucraina, e della necessità di rafforzare la cooperazione transatlantica.
Il bilaterale con Tajani – Prima dell’incontro con Meloni, Rubio aveva trascorso circa un’ora alla Farnesina con il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani. “È stata una riunione positiva”, ha dichiarato Tajani al termine del vertice, ribadendo il valore delle relazioni tra Europa e Stati Uniti. “Sono convinto che l’Europa ha bisogno dell’America per rafforzare la Nato, l’Italia ha bisogno dell’America, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia. L’unità dell’Occidente è fondamentale”. Il ministro degli Esteri ha illustrato a Rubio la posizione italiana sul Medio Oriente, confermando il sostegno a tutte le iniziative finalizzate a un cessate il fuoco permanente. “Noi incoraggiamo il dialogo”, ha spiegato Tajani, aggiungendo che l’Italia è pronta a contribuire con la Marina militare alle operazioni di sminamento e alla tutela della libertà di navigazione una volta raggiunta una tregua stabile.
Iran e Stretto di Hormuz – Tra i temi più delicati affrontati nei colloqui, la situazione in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz. Rubio ha parlato apertamente delle recenti operazioni americane e delle preoccupazioni per le mosse di Teheran. “Abbiamo visto le notizie secondo cui l’Iran starebbe cercando di istituire un’agenzia per controllare il traffico nello Stretto. Sarebbe molto problematico e assolutamente inaccettabile”, ha dichiarato il segretario di Stato americano nel punto stampa finale. Rubio ha inoltre spiegato che gli Stati Uniti attendono una nuova proposta iraniana nei negoziati in corso, sostenendo che “sono stati fatti grandi passi avanti”, ma avvertendo che Washington reagirà a eventuali attacchi. “Se ci colpiscono con i missili, saremo costretti a rispondere”, ha affermato, riferendosi agli episodi avvenuti nelle ultime ore nelle acque internazionali.
Libano, Ucraina e Nato – Nei colloqui romani si è parlato anche della situazione in Libano, del cessate il fuoco con Israele, del disarmo di Hezbollah e del futuro della missione Unifil. Rubio ha sottolineato il ruolo che l’Italia potrebbe svolgere nel sostenere il governo libanese e nel favorire nuovi colloqui tra Beirut e Tel Aviv previsti nei prossimi giorni. Spazio anche alla guerra in Ucraina e alla Nato. Interpellato sulla possibile riduzione delle truppe americane in Europa, Rubio ha precisato che “c’è sempre un piano per effettuare una rotazione all’interno della Nato”, ma che ogni decisione finale spetta al presidente Trump. Ha inoltre chiarito che durante la visita in Italia “non sono stati discussi dettagli specifici” sulla presenza militare americana nel Paese.
Il rapporto con il Vaticano – Inevitabili le domande sul rapporto tra Washington e la Santa Sede dopo le recenti polemiche. Rubio ha definito “importante” il colloquio avuto con il Papa, spiegando di aver illustrato al Pontefice la posizione americana sull’Iran e sulle operazioni militari in corso. Alla domanda su un possibile invito a Trump a evitare attacchi al Papa sui social, Rubio ha evitato lo scontro diretto: “Il presidente parlerà sempre chiaramente di come si sente e agirà sempre nel migliore interesse degli Stati Uniti”. Ha però sottolineato il ruolo della Chiesa cattolica come interlocutore internazionale e “baluardo contro gli estremismi dell’islamismo terroristico”, ricordando anche il contributo umanitario della Santa Sede a Cuba.

