Scuola, firmato contratto: aumenti in busta paga e arretrati per docenti e Ata

di Ettore Torrese

Aumenti mensili, arretrati e una nuova scansione contrattuale fino al 2027: con la firma della parte economica del contratto nazionale del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027 si apre una nuova fase per oltre 1,2 milioni di lavoratori della scuola, università, ricerca e Afam.

Gli aumenti in busta paga – L’intesa sottoscritta tra Aran e sindacati prevede incrementi retributivi medi lordi mensili di 143 euro per i docenti e 107 euro per il personale Ata, per tredici mensilità. Gli aumenti saranno riconosciuti sugli stipendi tabellari e distribuiti in tre tranche annuali dal 1 gennaio 2025 fino al 2027, includendo anche l’anticipazione Ipca. Le cifre variano in base al ruolo e all’anzianità: per gli insegnanti si va da circa 110 euro mensili per le fasce iniziali fino a oltre 185 euro per chi ha più di 35 anni di servizio; per il personale Ata gli incrementi oscillano tra circa 85 e 128 euro mensili.

Arretrati e tempi di pagamento – Il rinnovo contrattuale, con decorrenza dal 1° gennaio 2025, comporta anche il riconoscimento degli arretrati: 855 euro lordi per i docenti e 633 euro per il personale Ata, calcolati fino al 30 giugno 2026. Le somme potrebbero essere corrisposte in un’unica soluzione, già nei mesi estivi, includendo le tredici mensilità relative alla prima tranche di aumenti del 2025.

Tre contratti consecutivi – Il nuovo accordo si inserisce in una sequenza di tre rinnovi consecutivi (2019-2021, 2022-2024, 2025-2027) che, complessivamente, determinano incrementi strutturali medi di 412 euro mensili per i docenti e 304 euro per il personale Ata. Risorse rese possibili, secondo il ministero, dai finanziamenti previsti nelle leggi di bilancio e da ulteriori stanziamenti: 300 milioni per il contratto 2019-2021 e 240 milioni per quello 2022-2024.

Le parole del ministro Valditara – “Grazie alla firma oggi da parte di sindacati ed Aran della parte economica del Ccnl Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027 arrivano ulteriori incrementi retributivi mensili di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli Ata, oltre agli arretrati, pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli Ata. Ciò è stato possibile grazie alla nostra proposta di atto di indirizzo, condivisa dai sindacati e da Aran al tavolo negoziale. Ho richiesto l’anticipazione della parte economica, e la destinazione della quasi totalità delle risorse all’incremento dello stipendio tabellare, per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari. Dall’insediamento del Governo a oggi, abbiamo realizzato un risultato storico, sottoscrivendo tre contratti del comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli Ata. Questo è stato possibile grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo Governo a cui abbiamo aggiunto come Ministero dell’Istruzione e del Merito risorse ulteriori per il personale scolastico, in particolare 300 milioni per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024. Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali. La nostra priorità è quella di migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola”.

Iter e prossimi passaggi – L’ipotesi di accordo, firmata all’Aran, dovrà ora superare la verifica di compatibilità finanziaria e ottenere la certificazione della Corte dei conti prima della stipula definitiva. Il comparto Istruzione e Ricerca è il primo, nella pubblica amministrazione, ad aver chiuso questa fase della contrattazione, precedendo le Funzioni centrali.

Prossime trattative – La parte normativa del contratto sarà oggetto dei prossimi tavoli negoziali, con focus su relazioni sindacali, lavoro agile e tutela legale del personale scolastico. Intanto, la legge di bilancio 2025 ha fissato un incremento complessivo del 5,4% per i rinnovi contrattuali, traducendosi negli aumenti medi ora previsti in busta paga.

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