Il cedimento arriva all’improvviso, mentre erano in corso verifiche per una possibile riapertura: il ponte sul fiume Trigno, lungo la Statale 16 al confine tra Molise e Abruzzo, si è spezzato intorno alle ore 9 del 2 aprile, collassando a metà dopo tre giorni di piogge incessanti. Una frattura netta che interrompe uno dei collegamenti più importanti tra le due regioni.
Il crollo – La struttura ha ceduto senza preavviso, ma il bilancio avrebbe potuto essere ben più grave. “Per fortuna la strada era chiusa e non c’erano mezzi in transito, altrimenti sarebbe stata una tragedia”, ha confermato la sindaca di Montenero di Bisaccia, Simona Contucci. Il traffico resta interrotto e la viabilità subisce un duro colpo in un’area già messa in ginocchio dal maltempo.
Evacuazioni lungo la costa – L’emergenza si estende lungo tutta la fascia costiera molisana. A Termoli circa 150 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa degli allagamenti. Le criticità maggiori si registrano nelle zone di Rio Vivo e Marinelle, dove l’acqua ha invaso case e strade. Molti sfollati hanno trascorso la notte nei centri di accoglienza allestiti tra il PalaSabetta e la palestra della scuola Schweitzer.
Situazioni analoghe anche a Campomarino Lido, con famiglie evacuate, e nelle contrade di Guglionesi, dove l’avanzata dell’acqua continua a preoccupare. Decine di persone sono state sistemate temporaneamente nelle strutture predisposte dai comuni, mentre proseguono le operazioni di assistenza.
Soccorsi potenziati – Il dispositivo di intervento è stato rafforzato. I vigili del fuoco del comando provinciale di Campobasso hanno richiamato personale in servizio e attivato il supporto di squadre provenienti da Ancona, Modena, Latina e Frosinone. In campo anche mezzi anfibi e gommoni da rafting, con unità specializzate, tra cui sommozzatori, impegnate nelle operazioni nelle aree alluvionate.
Trasporti in difficoltà – Sul fronte ferroviario, la circolazione tra Foggia e Caserta è ripresa dopo il ripristino della linea danneggiata dall’esondazione del fiume Cervaro nei pressi di Bovino. Resta invece sospesa la linea Adriatica tra Fossacesia e il porto di Vasto, interrotta per l’esondazione del fiume Osento. Attivato un servizio sostitutivo con bus, compatibilmente con le condizioni delle strade.
La richiesta di calamità – Il presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale. “L’ho depositata alla Regione Puglia e al Presidente del Consiglio dei Ministri. Questo è un atto di rivendicazione per la fotografia concreta di quello che sta succedendo in questi giorni sul nostro territorio, un dissesto idrogeologico di un territorio fragile e di quello che si ripete ogni volta che arriva una allerta seria”, scrive sui social.
“I danni sono ingenti – spiega Nobiletti -. Attualmente 15 strade sono chiuse o parzialmente inagibili con ponti, attraversamenti e tratti ceduti o allagati dal Gargano ai Monti Dauni, dal Tavoliere al Fortore. Voglio che sia chiaro a tutti: a Roma, a Bari, a chiunque ha responsabilità di governo. La Provincia di Foggia è tra le prime tre province d’Italia per estensione territoriale con oltre 7mila chilometri quadrati e quasi 3mila chilometri di strade provinciali da gestire e 805 opere d’arte stradali (ponti e viadotti), la rete viaria più estesa della Puglia. Le risorse che arrivano dal governo centrale sono del tutto inadeguate rispetto a questa responsabilità. I nostri tecnici e le nostre squadre fanno il possibile ogni giorno. Ma la sicurezza strutturale richiede investimenti certi, programmati, continuativi. Serve prevenzione, serve programmazione, servono risorse adeguate prima che arrivi l’emergenza. Questo territorio ha bisogno di investimenti strutturali certi, adesso. Prima del prossimo nubifragio. Prima della prossima emergenza”.

