Frignano, omicidio Tesorello: svolta dopo oltre 20 anni, 3 arresti nel clan Bidognetti

di Redazione

Frignano (Caserta) – Un delitto rimasto nell’ombra per più di vent’anni torna al centro della scena giudiziaria con tre arresti eseguiti all’alba. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta, su delega della Procura della Repubblica di Napoli e coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone, ritenute gravemente indiziate di reati contro la persona e in materia di armi, aggravati dal metodo e dalla finalità di agevolazione mafiosa, in quanto inserite nel clan dei Casalesi, fazione Bidognetti.

Le indagini – Il provvedimento cautelare è l’esito di un’attività investigativa che ha permesso di ricostruire, allo stato delle indagini e nel rispetto della presunzione di innocenza, un omicidio avvenuto nell’aprile 2004 tra i territori di Frignano e Villa di Briano. Gli accertamenti hanno delineato un’azione pianificata e condotta con modalità ritenute tipiche della criminalità organizzata.

Il delitto – La vittima, Matteo Tesorello, 35enne di Frignano e titolare di una concessionaria d’auto con precedenti per ricettazione, sarebbe stata attirata con un inganno all’interno di un impianto sportivo e colpita mortalmente con un’arma da fuoco. Il corpo fu poi dato alle fiamme e nascosto nel bagagliaio della sua vettura, una Lancia Y10, rinvenuta carbonizzata alcuni giorni dopo. L’omicidio si inserirebbe in un quadro più ampio legato alle dinamiche interne al clan dei Casalesi. Anche il suocero della vittima, Gennaro De Chirafu, era stato ucciso in un agguato di camorra nel 1997.

Le accuse – Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal giudice per le indagini preliminari, i tre indagati avrebbero agito in concorso, con ruoli distinti ma all’interno di un unico disegno criminoso, caratterizzato da premeditazione e finalizzato a rafforzare l’operatività del sodalizio criminale. Nel corso delle indagini è stata, inoltre, accertata la disponibilità e l’utilizzo di un’arma da fuoco, detenuta e portata in luogo pubblico per commettere l’omicidio.

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