Afragola, omicidio Martina Carbonaro: tensione in aula, escluso rito abbreviato per Tucci

di Redazione

Afragola (Napoli) – Le urla della madre squarciano il corridoio dell’aula 108 mentre i carabinieri fanno scudo attorno all’imputato. Il dolore si trasforma in rabbia, incontenibile, davanti ad Alessio Tucci, il diciannovenne accusato dell’omicidio della quattordicenne Martina Carbonaro.

La tensione in aula – Alla fine dell’udienza preliminare, i genitori della ragazza hanno tentato di avvicinarsi all’imputato. La madre si è scagliata contro di lui, urlando, mentre due carabinieri lo hanno accompagnato fuori dall’aula. Altri militari hanno cercato di contenere il padre della vittima. Una scena carica di dolore, che ha segnato un’udienza già tesa.

Le decisioni del gup – Il giudice per le indagini preliminari Pia Sordetti ha escluso la possibilità di accedere al rito abbreviato, respingendo la richiesta avanzata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Mario Mangazzo. Il pubblico ministero Della Valle ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato. Il dispositivo è atteso nel pomeriggio, alle ore 15.30.

Famiglia di Martina e Comune parti civili – I familiari di Martina, assistiti dall’avvocato Sergio Pisani, si sono costituiti parte civile. Parte civile anche il comune di Afragola, rappresentato dall’avvocato Gaetano Inserra.

La ricostruzione del delitto – Secondo le indagini dei carabinieri di Castello di Cisterna, il 26 maggio 2025 Tucci avrebbe convinto la sua ex fidanzata a seguirlo in un edificio in ristrutturazione nei pressi dello stadio di Afragola. Qui, dopo che la ragazza aveva respinto un suo tentativo di abbraccio, l’avrebbe colpita con una pietra. Il corpo fu poi nascosto sotto un armadio, tra rifiuti. Nelle ore successive, il giovane – oggi detenuto – avrebbe tentato di depistare le indagini partecipando alle ricerche dopo la scomparsa della quattordicenne.

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