Presenzano (Caserta) – Un’escalation di presunte minacce e pressioni al sindaco di Presenzano, Andrea Maccarelli (nella foto), per orientare gare pubbliche e ottenere denaro per lavori mai eseguiti: è il quadro ricostruito dagli investigatori che ha portato all’emissione di una misura cautelare nei confronti di un imprenditore edile originario della provincia di Caserta, poi revocata dopo l’interrogatorio di garanzia.
Le indagini – I finanzieri del comando provinciale di Caserta hanno dato esecuzione all’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cassino, disponendo gli arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore. L’attività investigativa, condotta dai militari della tenenza di Sessa Aurunca e coordinata dalla Procura di Cassino, si è concentrata sul modus operandi dell’indagato, imprenditore originario di Mignano Montelungo e attivo nei settori dei trasporti e dell’edilizia, ritenuto autore di una strategia intimidatoria e persecutoria.
Pressioni e minacce – L’indagine è partita dalla denuncia presentata nei mesi scorsi dal sindaco Maccarelli. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe messo in atto una serie di condotte vessatorie nei confronti del primo cittadino del comune dell’Alto Casertano, con l’obiettivo di condizionare l’assegnazione di appalti pubblici e ottenere il pagamento indebito di oltre 40mila euro per lavori mai eseguiti. Gli accertamenti hanno documentato pressioni, minacce, molestie, diffamazioni, appostamenti e pedinamenti, oltre a telefonate anonime, messaggi sui social e contatti diretti sia presso l’abitazione privata del primo cittadino sia negli uffici comunali. Al centro delle presunte condotte, la volontà di assicurarsi l’aggiudicazione di una gara pubblica dal valore di 2 milioni e mezzo di euro, con un vantaggio economico ritenuto illecito e a discapito dell’amministrazione e degli altri concorrenti.
Le accuse e la decisione del gip – I fatti contestati configurerebbero, secondo gli inquirenti, i reati di estorsione, turbata libertà degli incanti e atti persecutori. Il gip, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, aveva disposto sabato scorso gli arresti domiciliari e l’interdizione dall’attività imprenditoriale per un anno. Durante l’interrogatorio di garanzia, l’imprenditore ha esposto la propria versione dei fatti e prodotto documentazione a supporto. Elementi che hanno portato il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cassino a rimettere in libertà l’indagato.

