Mondragone – La morte di Rayan, la madre non crede al suicidio: “Chi sa parli”

di Massimiliano Ive

Mondragone (Caserta) – “Non credo che mio figlio si sia suicidato”. Sono le parole della mamma di Rayan Mdallel, Clorinda Pellecchia intervenuta nella diretta giornalistica curata dalla cronista mondragonese Maria Assunta Cavallo, per sollevare i suoi dubbi sul drammatico epilogo della vita di suo figlio, scomparso a fine gennaio 2025 e ritrovato morto il successivo luglio nelle acque del Po, nei pressi del ponte Regina Margherita, a Torino.

Attraverso un confronto aperto, la giornalista è riuscita a far emergere alcuni particolari importanti di questa vicenda che ha tenuto la città di Mondragone col fiato sospeso per mesi. In effetti, nell’indagine ancora aperta a Torino sono emersi dei dettagli che attendono, ancora, risposte e chiarimenti. Uno tra i tanti il caso della presunta bicicletta di Rayan, la cui presenza alla stazione di Formia è stata segnalata alla stessa Cavallo alcuni giorni dopo l’allontanamento da un addetto alle ferrovie dello scalo laziale e riconosciuta anche dalla mamma del ragazzo, ma la notizia ai familiari è giunta solo tramite i media.

Clorinda, dopo aver precisato che purtroppo non poteva essere rintracciato il telefonino, perché scomparso e con la sim disattivata, ha chiesto che sulla morte del figlio venga fatta chiarezza: “Ad oggi non è stata ancora delineata la dinamica sulla morte di mio figlio”. Sul perché fosse andato a Torino, in base al resoconto della madre, sembra che il 15enne avesse conosciuto online una ragazzina del capoluogo piemontese, di cui gli inquirenti conoscono le generalità. Sempre Clorinda ha descritto con precisione le fasi antecedenti all’allontanamento da casa di Rayan, avvenuto il 30 gennaio 2025, così come le avrebbe chiesto il lucchetto della bicicletta; nonché il fatto che all’adolescente piacevano i videogiochi ma aveva difficoltà ad integrarsi con i coetanei e come negli ultimi tempi non andava a scuola.

Struggente è stato il racconto dell’ultimo bacio dato alla mamma da Rayan prima di scomparire. Il momento più doloroso forse è stato quando Clorinda ha compreso che il figlio si era nuovamente allontanato con la conseguenziale presentazione dopo 24 ore della denuncia ai carabinieri. Dalle ore 8 di quel giorno non si è riusciti più a contattare l’adolescente. Poi il ritrovamento nelle acque del Po con un referto dell’autopsia in cui sarebbe emerso lo stato del corpo di un ragazzo “con i pantaloni abbassati e le maniche del giubbino tagliate, con gli arti scoperti”.

Secondo Clorinda, ci sono molti aspetti ancora poco chiari su questa storia, per questo ha deciso di lanciare un appello pubblico affinché qualcuno che sa possa farsi avanti e dire come sono andate esattamente le cose: “Come mai su questa vicenda, dopo il boom mediatico dei primi giorni, è calato il silenzio? Chi sa qualcosa parli, affinché possa dare un contributo alle indagini”. Intanto, dopo diversi mesi di attesa per il rientro della salma, i funerali di Rayan saranno celebrati mercoledì 15 aprile, alle ore 16, nella chiesa di Sant’Angelo, quando la città potrà rendere il suo ultimo saluto al 15enne.

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