Capua celebra la lingua italiana: il Placito Capuano 2026 a Heddi Goodrich

di Redazione

Capua (Caserta) – La lingua italiana come spazio di incontro, identità e dialogo tra culture: è questo il senso profondo che ha attraversato la cerimonia di consegna del Premio Placito Capuano 2026, assegnato alla scrittrice americana Heddi Goodrich. Un momento intenso, ospitato al Museo Campano, che ha aperto ufficialmente la ventunesima edizione del Capua il Luogo della Lingua Festival, diretto da Giuseppe Bellone, davanti a una platea composta in gran parte da giovani.

Il riconoscimento – Istituito nel 2014, il Premio Placito Capuano si è consolidato negli anni tra i più significativi per la promozione della lingua e della cultura italiana, costruendo un dialogo trasversale tra diverse forme espressive. Tra i nomi premiati figurano personalità come Dacia Maraini, Matteo Garrone, Marco D’Amore, Maurizio de Giovanni, Lorenzo Marone, Saverio Costanzo, Roberto Vecchioni, Domenico Proietti, Giuseppe Montesano, Sigfrido Ranucci e Giuseppe Antonelli.

La scelta di scrivere in italiano – Nata negli Stati Uniti e residente in Nuova Zelanda, Heddi Goodrich ha scelto di scrivere direttamente in italiano, trasformando una lingua non materna in uno spazio autentico di espressione narrativa. Una decisione che incarna pienamente lo spirito del premio. Il suo esordio, Perduti nei Quartieri Spagnoli (Giunti 2019), tradotto in tredici lingue, le ha garantito un’ampia affermazione internazionale, consacrandola tra le voci più originali della narrativa contemporanea.

Le parole della scrittrice – Particolarmente significativo il momento della consegna, accompagnato dalle parole della scrittrice, seconda donna a ricevere il riconoscimento dopo Dacia Maraini nel 2014: «Sono commossa e senza parole per questo riconoscimento. Mi sento accolta, a casa, proprio nel luogo della lingua che ho scelto per comunicare con i miei figli, una lingua che per me è diventata la lingua madre, la lingua dell’amore. E quale posto migliore per ricevere questo premio se non a Capua, dove è nata la lingua italiana, e nel Museo Campano, che custodisce la più grande collezione di Matres Matutae».

Il simbolo del premio – Il riconoscimento consiste in una scultura realizzata dall’artista Roberto Branco, ispirata al cippo commemorativo installato nel 2017 nei pressi della chiesa di San Salvatore a Corte, alla presenza del linguista Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca.

Il Liceo Pizzi – Accanto alla protagonista della serata, spazio anche agli studenti del Liceo Pizzi di Capua, guidato dalla dirigente scolastica Carmen Mascolo. La collaborazione, avviata nel 2023 con il festival, ha dato vita a un laboratorio di giornalismo che vede coinvolti gli studenti nella redazione del festival, sotto la guida della docente Daniela De Rosa e della giornalista Mariamichela Formisano. Sono state proprio loro a introdurre il dialogo tra la scrittrice e gli studenti, protagonisti di un confronto partecipato e attento, incentrato anche sull’ultimo romanzo L’anno delle mille vite (Giunti 2026).

“Lingua italiana supera ogni confine” – «Premiare Heddi Goodrich ha significato riconoscere la forza della lingua italiana come luogo di accoglienza e di dialogo. – ha sottolineato Giuseppe Bellone – La sua scrittura ha dimostrato come la lingua possa superare i confini geografici e diventare terreno fertile per nuove identità culturali».

Il sostegno delle Istituzioni – La manifestazione si è svolta sotto l’egida del Patto per la Lettura del Comune di Capua – “Città che legge”, promosso dall’assessore alla Cultura Vincenzo Corcione, in un percorso che guarda alla candidatura della città a Capitale italiana del Libro entro il 2027. Fondamentale anche il sostegno della BCC Terra di Lavoro, presieduta da Roberto Ricciardi.

Le radici storiche – Il premio prende il nome dal Placito capuano del 960 d.C., primo documento ufficiale in volgare italiano, che lega profondamente Capua alla nascita della lingua. «Il Placito capuano non è stato solo una testimonianza del passato, ma un punto di partenza. – ha ricordato ancora Bellone – È stato un invito a riflettere sul valore della lingua come strumento di pensiero critico e partecipazione».

Il festival – Dopo l’apertura, il Capua il Luogo della Lingua festival proseguirà fino a fine maggio al Museo Campano, partner dell’iniziativa e al centro di un progetto di valorizzazione dei piccoli musei promosso dal Ministero della Cultura. Sotto la direzione di Gianni Solino, la struttura si conferma punto di riferimento per la memoria e la produzione culturale del territorio.

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