Santa Maria Capua Vetere (Caserta) – Una biblioteca universitaria che apre le sue porte non solo agli studenti, ma anche ai detenuti della casa circondariale cittadina. È stata intitolata al primo presidente della Repubblica Italiana, Enrico De Nicola, la biblioteca del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, ospitata a Palazzo Melzi. Alla cerimonia ha preso parte il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli, accolto dal rettore dell’Ateneo Gianfranco Nicoletti e dal direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Raffaele Picaro.
L’intitolazione e il valore simbolico – Nel corso dell’iniziativa, il rettore Gianfranco Nicoletti ha scoperto la targa dedicata a Enrico De Nicola, figura centrale della storia repubblicana italiana. «L’intitolazione della Biblioteca del nostro Dipartimento di Giurisprudenza al primo presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, è un segnale forte che il nostro Ateneo lancia ai suoi studenti sull’importanza della memoria e dell’impegno nel tramandare i valori fondativi della nostra Costituzione e della nostra Repubblica». Il rettore ha inoltre evidenziato l’impegno dell’Università Vanvitelli «per l’inclusione sociale che trova esempio nel gemellaggio realizzato tra la nuova Biblioteca Enrico De Nicola e la Biblioteca del penitenziario di Santa Maria Capua Vetere».
Un patrimonio librario senza barriere – La rinnovata Biblioteca del Dipartimento di Giurisprudenza, nata nel 1992 insieme allo stesso Dipartimento a Palazzo Melzi, mette oggi a disposizione un patrimonio di quasi 100mila volumi, tra cui importanti fondi speciali come quelli del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e del Tribunale di Napoli. L’intervento rientra nel progetto “Biblioteche 4.0: oltre le barriere”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU nell’ambito del PNRR Cultura, con l’obiettivo di eliminare barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura pubblici. Un percorso triennale che ha previsto anche la formazione del personale sui temi della digitalizzazione del patrimonio culturale e dell’accessibilità.
Servizi innovativi e inclusivi – Tra le principali novità introdotte dal progetto figurano il “libro parlato” e lo “scaffale accogliente”. Il primo consente a persone con disabilità visive o difficoltà di lettura di accedere a un catalogo di oltre 15mila audiolibri registrati con voce umana, con la possibilità di ascoltare fino a 15 opere al mese e 120 all’anno. Il secondo servizio è pensato per favorire la crescita del patrimonio librario e facilitare l’accesso agli studenti delle scuole del territorio, integrando i materiali già disponibili con testi e letture utili alle attività didattiche.
Tecnologia e accessibilità – La biblioteca si è inoltre dotata di nuovi strumenti tecnologici per rendere più semplice e inclusivo l’accesso ai servizi: una postazione di prestito automatizzato, smart locker, uno scaffale intelligente per la restituzione automatica dei volumi e uno scanner CZUR ad alta risoluzione capace di leggere ad alta voce i testi, riducendo le barriere cognitive per persone con disturbi specifici dell’apprendimento, non vedenti o ipovedenti. Il lavoro è coordinato dal professore Mario Campobasso per la parte scientifica e da Maria Frattolillo per quella amministrativa.
Il gemellaggio con il carcere – Il progetto guarda anche oltre l’università. È stata infatti firmata una convenzione con la Biblioteca “Rita Atria e Imma Cavagnuolo” della casa circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere, che consentirà un interscambio tra i patrimoni librari delle due istituzioni. L’accordo prevede inoltre attività culturali condivise, come mostre, incontri con autori, laboratori di lettura e progetti di ricerca, coinvolgendo detenuti, operatori penitenziari, studenti universitari e delle scuole secondarie di secondo grado, con l’obiettivo di promuovere la lettura e rafforzare il dialogo tra università, istituzioni e territorio. IN ALTO IL VIDEO

