Omicidio del sindaco Vassallo, prosciolto il colonnello Fabio Cagnazzo

di Redazione

Dopo sedici anni di indagini, sospetti e ricostruzioni controverse, arriva una decisione destinata a segnare una svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica ucciso nel settembre 2010: il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno ha prosciolto il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, escludendo qualsiasi responsabilità anche in relazione all’ipotesi di depistaggio.

Il proscioglimento – Il gup ha ritenuto insufficienti gli elementi raccolti nei confronti dell’ufficiale, inizialmente arrestato e poi scarcerato, accusato di aver indirizzato le indagini su piste alternative per coprire un presunto coinvolgimento nel traffico di stupefacenti ad Acciaroli. A pesare, secondo quanto già evidenziato anche dalla Corte di Cassazione, la mancanza di riscontri diretti e le contraddizioni emerse nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, ritenute non sufficienti a sostenere l’accusa nemmeno in sede dibattimentale.

Chi va a processo – Il procedimento, tuttavia, prosegue per altri imputati. Sono stati rinviati a giudizio per l’omicidio l’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e l’imprenditore scafatese Giuseppe Cipriano. Per l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso è stato invece accolto il rito abbreviato: risponde di omicidio per aver preso parte a un sopralluogo avvenuto nei giorni precedenti al delitto. Rinviato a giudizio anche Giovanni Cafiero, ma limitatamente a reati legati al traffico di stupefacenti e non per l’uccisione del sindaco.

Le ragioni della decisione – In attesa del deposito delle motivazioni, il dispositivo del giudice sembra fondarsi proprio sulla fragilità dell’impianto accusatorio nei confronti di Cagnazzo. Le versioni discordanti dei pentiti, già stigmatizzate dalla Cassazione, avrebbero inciso in modo decisivo sulla valutazione finale, portando all’esclusione di un suo coinvolgimento nel presunto accordo criminale.

Fondazione Vassallo: “Amarezza, ma sentenze si rispettano” – Immediata la reazione della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore: “Una decisione che segna un passaggio importante in un percorso giudiziario complesso e ancora in evoluzione. C’è un sentimento di amarezza, ma le sentenze si rispettano. È questo il principio che guida da sempre l’azione della Fondazione, che ribadisce il proprio pieno rispetto per il lavoro della magistratura e per chi è chiamato a giudicare un fatto così grave. Allo stesso tempo, il rinvio a giudizio rappresenta l’inizio di una fase decisiva: il processo, durante il quale potranno emergere ulteriori elementi utili alla ricostruzione della verità”.

Vassallo ucciso per contrasto a traffici illeciti – Resta sullo sfondo una convinzione maturata nel corso degli anni dagli inquirenti: Angelo Vassallo sarebbe stato ucciso per il suo impegno contro i traffici illeciti e le speculazioni sulla costa cilentana. Il primo cittadino di Pollica aveva avviato iniziative a tutela dell’ambiente e denunciato un circuito di smercio di droga ad Acciaroli, ritenuta snodo strategico dopo le faide nell’area napoletana.

Il processo continua – La nuova fase processuale si concentrerà ora sulle posizioni di Cioffi e Cipriano, mentre per Ridosso si procederà con rito abbreviato. Un passaggio che, dopo anni di indagini, potrebbe contribuire a chiarire responsabilità e dinamiche di un delitto che resta tra i più emblematici nella storia recente del Paese.

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