Un patrimonio milionario finisce sotto sequestro mentre si apre la strada del processo: due imprenditori sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di bancarotta fraudolenta, al termine di un’indagine che ha fatto emergere un danno complessivo superiore a 26 milioni di euro, di cui oltre 18 milioni a carico dell’Erario.
Il rinvio a giudizio e le accuse – La Procura di Napoli Nord ha chiuso il cerchio investigativo ottenendo il decreto che dispone il giudizio nei confronti dei due indagati, ritenuti responsabili di condotte che avrebbero inciso pesantemente sui creditori e sulle finanze pubbliche. Le contestazioni riguardano ipotesi di bancarotta fraudolenta legate alla gestione delle attività imprenditoriali.
Il sequestro dei beni – Parallelamente, su richiesta della Procura guidata dal procuratore generale Domenico Airoma, il giudice per le indagini preliminari ha disposto un sequestro conservativo su beni immobili e quote societarie riconducibili agli imputati. Il provvedimento mira a garantire il recupero delle somme sottratte, assicurando una copertura patrimoniale per il ristoro dei danni accertati, per un valore complessivo pari all’importo contestato.

