L’incremento dei contagi ha acceso i riflettori sulla diffusione dell’epatite A, con numeri che segnano una netta inversione rispetto al passato: oltre 180 casi registrati da gennaio, dieci volte la media degli ultimi dieci anni. La Regione corre ai ripari rafforzando controlli, prevenzione e campagne vaccinali, mentre sul territorio si moltiplicano le verifiche lungo tutta la filiera alimentare.
Le misure della Regione – Palazzo Santa Lucia ha attivato un pacchetto di interventi che punta su sorveglianza epidemiologica, gestione tempestiva dei casi e dei contatti, controlli ufficiali su ristoranti e punti vendita, oltre a indagini molecolari e ambientali. Centrale anche il potenziamento della vaccinazione anti-Hav, offerta gratuitamente ai soggetti più esposti: personale sanitario e sociosanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili e popolazione pediatrica in base al rischio. La copertura resta garantita anche per chi è entrato in contatto con persone infette. L’azione si basa su indagini epidemiologiche e di laboratorio, campionamenti sui molluschi bivalvi e monitoraggi ambientali, con il supporto della rete tecnico-scientifica.
Controlli e filiera sotto osservazione – L’attenzione si concentra soprattutto sui prodotti ittici. Le verifiche si estendono a ristoranti, pescherie e mercatini, con il coinvolgimento dei Nas che stanno accertando eventuali vendite di molluschi privi di tracciabilità. Il protocollo sanitario parte dalla segnalazione del medico curante, passa per le Asl e coinvolge i servizi veterinari, fino alle analisi nei centri di sicurezza alimentare e alla tipizzazione genetica effettuata dall’Istituto superiore di sanità. In un caso, una pescheria è risultata positiva ai controlli. Gli allevatori denunciano inoltre il peso del commercio abusivo, che rappresenterebbe circa il 25% del mercato delle cozze.
Napoli e le aree più colpite – Nel capoluogo e nell’area che comprende anche Capri si contano 84 contagi. A fornire il dato è la direttrice del Dipartimento Prevenzione dell’Asl Napoli 1, Lucia Marino. Il Cotugno, punto di riferimento per le malattie infettive, gestisce un flusso costante di pazienti: 54 i ricoverati complessivi, con 14 accessi registrati in un solo giorno. «Un flusso costante e moderato di pazienti – così dice la viceresponsabile del pronto soccorso Novella Carannante – nessuno in condizioni critiche. L’incremento c’è ed è evidente se si confrontano i numeri: in tutto il 2025 il virus aveva contagiato 54 persone. La sintomatologia: astenia, dolore addominale e ittero sclerale». Altri focolai si registrano nell’area flegrea (Pozzuoli, Bacoli e Varcaturo), a Ischia con 10 casi e ad Avellino con 3 ricoverati al Moscati.
Molluschi e divieti – Sotto osservazione soprattutto i molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, in grado di accumulare virus filtrando acque contaminate. Il sindaco di Napoli ha già disposto un’ordinanza che vieta il commercio di questi prodotti. Gli esperti ribadiscono che la sola apertura delle valve non garantisce la sicurezza: i molluschi devono essere ben cotti e non consumati crudi o appena scottati. Fondamentale acquistare solo da rivenditori autorizzati, verificando provenienza ed etichettatura.
Prevenzione e comportamenti quotidiani – La Regione insiste su alcune regole essenziali: lavare accuratamente le mani per almeno 20 secondi, separare alimenti crudi e cotti, sanificare utensili e superfici, consumare solo acqua sicura. Frutta e verdura vanno lavate con attenzione, mentre i frutti di bosco surgelati devono essere consumati solo dopo cottura, portandoli a ebollizione a 100 gradi per almeno due minuti. Chi presenta sintomi gastrointestinali o compatibili con epatite deve evitare di preparare cibo per altri e rivolgersi al medico.
Cos’è l’epatite A e come si trasmette – Si tratta di un’infezione acuta del fegato causata dal virus Hav, che si diffonde per via oro-fecale attraverso acqua o alimenti contaminati o contatti stretti con persone infette. Il virus può essere trasmesso già nei giorni precedenti alla comparsa dei sintomi. L’incubazione varia tra 15 e 50 giorni. I segnali più comuni sono febbre, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l’infezione può essere anche asintomatica.
Vaccini e risposta sanitaria – Sul fronte della prevenzione, la medicina generale chiede un rafforzamento delle scorte vaccinali. «Noi stiamo già richiedendo un adeguato approvvigionamento di vaccini per proteggere in modo prioritario le fasce più fragili», afferma il presidente regionale Fimmg Luigi Sparano. La Regione, intanto, assicura un monitoraggio costante dell’andamento epidemiologico, con l’obiettivo di contenere la diffusione e garantire una risposta uniforme su tutto il territorio. La guarigione, nella maggior parte dei casi, è completa, ma il decorso può risultare più impegnativo per anziani e soggetti con patologie epatiche. Informazione, diagnosi precoce e comportamenti alimentari prudenti restano gli strumenti più efficaci per arginare la diffusione del virus.

