Parete, le due tele restaurate di Onofrio Marchione nella chiesa di San Pietro

di Franco Terracciano

Parete (Caserta) – Nella chiesa San Pietro Apostolo ritornano all’antico splendore le due tele del Settecento di Onofrio Marchione. Rappresentano “L’Annunciazione” e “La Sacra Famiglia”.  I lavori di restauro saranno presentati nella chiesa martedì 17 marzo, alle ore 17.

Interverranno all’evento, moderato da Ortensio Falco, il vescovo Angelo Spinillo, il soprintendente Abap per le province di Caserta e Benevento, Mariano Nuzzo, il delegato ai beni culturali della diocesi di Aversa, monsignor Ernesto Rascato, il sindaco di Parete, Gino Pellegrino, il sindaco di Aversa, Franco Matacena, la funzionaria e storica dell’arte Sabap per le province di Caserta e Benevento, Paola Coniglio, i restauratori Simona Anastasio e Vincenzo Salamone, insieme ai curatori dell’opuscolo “I volti di Maria”: il parroco don Antonio Raimondo, Salvatore Falco, Franco Terracciano. Le opere di restauro delle due tele sono state finanziate da “Falco Architettura e Ingegneria srl” e “D&DTechnology srl”. L’opuscolo, impaginato e stampato presso La Tipografica di Parete, è stato finanziato da Marco Meraglia di Luigi e “D&G Capone Auto” di Daniele Capone.

Da sempre le tele di Marchione si trovano nelle due delle dieci cappelle della chiesa San Pietro Apostolo: la “Sacra Famiglia”, nella cappella di Sant’Anna, e “L’Annunciazione”, nella terza e omonima cappella a sinistra di chi entra nella nostra parrocchia. Le prime e uniche descrizioni di questi dipinti e di altri furono brevemente delineate dal nostro benemerito storico Gaetano Corrado nel suo testo “Parete – Ricerche storiche e cenni descrittivi”, 1912. L’attività artistica di Marchione si svolse prevalentemente nelle chiese della città di Aversa, dove si trovano i dipinti “La Crocifissione” a Santa Marta Maggiore; il “San Pasquale Baylon” e i due dipinti laterali che ornavano la relativa cappella nella chiesa della Maddalena nell’ex ospedale psichiatrico; la “Madonna col Bambino tra i santi Andrea e Chiara”, nella chiesa di Santa Maria a Piazza.

Nei centri vicini, come a Parete, Marchione realizzò una “Sacra Famiglia con San Giovannino, Sant’Anna e San Gioacchino” e “L’Annunciazione” per la parrocchia di San Pietro Apostolo; a Sant’Antimo, nella chiesa dello Spirito Santo, si trova un suggestivo Sant’Antonio Abate; a Trentola Ducenta, insieme ad Angelo Rossi, un pittore aversano allievo di Nicola Malinconico, dipinse le tele del ciclo dedicato a San Michele Arcangelo nella chiesa omonima. A Pozzuoli Marchione dipinse la settecentesca pala raffigurante l’Assunzione che sovrasta l’altare maggiore della monumentale chiesa dei Santi Antonio e Francesco, dove, nel convento annesso, trascorse l’ultimo periodo della sua vita il musicista Giambattista Pergolesi. Ci sono anche diverse opere documentate ma andate disperse, tra cui “L’Angelo Custode” nell’omonimo cappellone della chiesa della Trasfigurazione di Succivo; “L’Immacolata e Santi” e “La Maddalena ai piedi di Cristo” nella chiesa, ora scomparsa, di Sant’Andrea di Aversa, la “Visitazione” nella chiesetta dell’Angelo Custode sempre ad Aversa.

Onofrio Marchione chiuse gli occhi il 4 maggio 1757 ad Aversa dove, nella chiesa di Santa Maria a Piazza, è conservato il registro parrocchiale con il suo atto di morte, da noi recentemente ritrovato. Nei pressi di questa chiesa il pittore abitò in una casa di proprietà e lì trascorse la sua lunga vita con la moglie. Franco Pezzella, su “Lo Spettro Magazine” di luglio 1995, riporta che il pittore aversano fu sepolto nella chiesa della Maddalena, oggi ridotta ad un rudere a causa di continue vandalizzazioni.  A Marchione la città normanna ha intitolato una strada che, partendo da piazza Crispi, collega Aversa a Lusciano.

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