Casapesenna, casa abusiva salva dopo 30 anni: Tribunale revoca demolizione

di Redazione

Casapesenna (Caserta) – Un ordine di demolizione rimasto in sospeso per oltre tre decenni si chiude con un colpo di scena in aula: a salvare l’immobile è stato un vizio procedurale riscontrato nella notifica originaria. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha infatti revocato il provvedimento che imponeva l’abbattimento di un manufatto ritenuto abusivo, accogliendo la tesi difensiva.

La vicenda giudiziaria – Il caso risale ai primi anni ’90, quando l’abitazione, situata a Casapesenna, venne sequestrata nel 1992 perché considerata abusiva, con successiva ingiunzione a demolire a carico dei responsabili. Tre anni dopo, nel 1995, arrivò la sentenza che disponeva formalmente la demolizione del manufatto.

Il condono e il nodo normativo – Nel 2010, la proprietaria otteneva il rilascio del condono edilizio. Tuttavia, secondo un orientamento giurisprudenziale consolidato in materia di abusi edilizi, il titolo abilitativo rilasciato dal Comune oltre i 90 giorni dalla notifica dell’ingiunzione a demolire al trasgressore non sarebbe valido, rendendo quindi inefficace il condono ai fini dell’annullamento dell’ordine.

La svolta in aula – A ribaltare l’esito è stata la linea difensiva dell’avvocato Guido Diana, che ha puntato su un aspetto formale ma decisivo: l’irregolarità della notifica dell’ordine di demolizione del 1992. Secondo quanto sostenuto dalla difesa, la comunicazione non rispettava i requisiti previsti dalla legge, rendendo quindi viziato l’intero procedimento.

La decisione – Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto questa ricostruzione, revocando l’ordine di demolizione emesso nel 1995. Una decisione che chiude positivamente un iter giudiziario, tra penale e amministrativo, durato oltre 30 anni e che consente al ricorrente di conservare l’immobile.

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