Aversa (Caserta) – La partecipazione del sindaco Francesco Matacena a una manifestazione pubblica a sostegno del Sì al referendum costituzionale accende la polemica politica in città. A sollevare la questione è il Comitato per il No al referendum costituzionale di Aversa che esprime “tutto il suo disappunto” per l’annunciata presenza del primo cittadino all’iniziativa in programma nei prossimi giorni nell’aula consiliare.
Secondo quanto riportato dal comitato, dai manifesti affissi in città emergerebbe che il sindaco interverrà portando i propri saluti all’interno di un evento di parte nel pieno della campagna referendaria. Una circostanza che, secondo i promotori del No, non sarebbe compatibile con il ruolo istituzionale ricoperto dal primo cittadino.
Il richiamo alla par condicio – Il comitato richiama in particolare l’articolo 9 della legge numero 28 del 2000, la cosiddetta normativa sulla par condicio, che durante le campagne elettorali e referendarie vieta alle pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione non indispensabili e non impersonali. “Forse il primo cittadino non sa che la sua è una figura istituzionale, quindi super partes”, si legge nella nota diffusa dal Comitato per il No.
Secondo il gruppo promotore, l’iniziativa prevista nell’aula consiliare “promuove esplicitamente una posizione politica e non attiene, dunque, ad alcuna funzione istituzionale”. Per questo motivo, si sostiene nel documento, durante il periodo elettorale e referendario le pubbliche amministrazioni dovrebbero sospendere la partecipazione dei loro rappresentanti istituzionali a eventi di questo tipo, così come la delega a presenziare a iniziative nelle quali sia invitato il capo dell’amministrazione.
Le critiche all’evento – Il Comitato per il No di Aversa ritiene quindi “inopportuna” la presenza del sindaco Matacena alla manifestazione. Nel comunicato viene inoltre sottolineata la partecipazione annunciata dell’ex magistrato Luca Palamara, già presidente dell’Associazione nazionale magistrati e successivamente espulso dall’organismo, oltre che radiato dalla magistratura dal Consiglio superiore della magistratura. Il documento si chiude con una stoccata politica: dopo il ministro Carlo Nordio, afferma il comitato, Palamara rappresenterebbe “lo spot migliore per il No”.

