Pescara, droga, esplosivi e armi: 12 arresti in operazione “Last Delivery”

di Redazione

Un sistema capace di far viaggiare droga, armi ed esplosivi da una regione all’altra, nascosti tra pacchi affidati a corrieri ignari. È lo scenario emerso dall’operazione “Last Delivery”, coordinata dai carabinieri e sviluppata su scala nazionale con l’impiego di oltre 250 militari e unità specializzate. I risultati sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dal comandante provinciale dei carabinieri di Pescara, colonnello Stefano Ranalletta, e dal comandante della compagnia di Penne, capitano Alfio Rapisarda.

Dodici le persone arrestate e 24 le perquisizioni eseguite in diverse regioni. Sette arresti, tutti in Abruzzo, sono stati eseguiti in attuazione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di L’Aquila su richiesta della direzione distrettuale antimafia. Altri cinque sono scattati in flagranza durante le perquisizioni in Sicilia, Puglia e Liguria.

Il presunto vertice del sodalizio – Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Penne, nel Pescarese, al vertice dell’organizzazione vi sarebbe un 45enne residente a Montesilvano, ritenuto promotore di un gruppo attivo dal 2021 nel traffico di stupefacenti, in particolare cocaina e hashish, tra Montesilvano e Penne. L’attività avrebbe avuto ramificazioni anche all’interno del carcere di Pescara, dove la droga veniva introdotta con la complicità di soggetti esterni.

Il canale online e le spedizioni – Parallelamente gli investigatori hanno individuato un circuito di compravendita di esplosivi, armi e droga attraverso chat e piattaforme online. Le spedizioni, secondo quanto emerso, venivano affidate a corrieri inconsapevoli, trasformando i normali canali logistici in vettori del traffico illecito.

Sequestri e origine dell’indagine – In Sicilia sono stati sequestrati oltre 500 chilogrammi di materiale esplosivo: 210 a Trapani e 307 ad Aci Catena, oltre ad altri quantitativi rinvenuti in ulteriori province. L’inchiesta trae origine dall’arresto, nel 2023 a Penne, di un uomo trovato in possesso di 177 ordigni artigianali e oltre 15 chilogrammi di esplosivo. Da quell’episodio sono partiti gli approfondimenti investigativi che hanno portato all’operazione odierna. Le indagini sono ancora in corso. IN ALTO IL VIDEO

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