Un boato che scuote la Valpolicella, poi una nuvola di polvere e calcinacci: a Negrar, in via Sattarine, nella frazione di Prun, una palazzina di tre piani si accartoccia su se stessa. Il bilancio è pesantissimo: un morto e tre feriti. A perdere la vita è Bruno Savoia, 67 anni, rimasto a lungo intrappolato sotto le macerie. Con lui, al momento dell’esplosione, c’erano la moglie Rosanna, 67enne, il figlio Cristian, 36, e il cognato Roberto, 70: un intero nucleo familiare travolto dal crollo della propria abitazione.
Il crollo – Lo scoppio, avvertito in gran parte del territorio, si sarebbe verificato al primo piano dell’edificio, sviluppato su tre livelli più una mansarda. L’onda d’urto ha provocato il collasso dell’intera struttura, che si è sbriciolata in pochi istanti. I soccorsi sono scattati immediatamente da tutta la provincia: Vigili del fuoco, personale sanitario e anche l’elisoccorso. Le squadre hanno lavorato senza sosta tra i detriti, supportate dal personale Usar specializzato negli interventi in scenari di crolli ed esplosioni. Una persona è stata estratta quasi subito, altre due sono state liberate poco dopo e medicate sul posto prima del trasferimento in ospedale. Per il capofamiglia, invece, non c’è stato nulla da fare: recuperato dopo lunghe ricerche, è stato trovato senza vita.
I feriti – La moglie e il cognato, accorso nell’abitazione per verificare un persistente odore di gas, sono ricoverati al centro grandi ustionati dell’ospedale di Verona Borgo Trento. Le loro condizioni sono stabili ma la prognosi resta riservata. Il figlio Cristian è stato trasferito a Trento per diverse fratture.
L’inchiesta – L’immobile è stato posto sotto sequestro. La procura ha aperto un fascicolo per chiarire le cause dell’esplosione. Tra le ipotesi al vaglio, una perdita da una bombola di gpl che avrebbe saturato gli ambienti fino all’innesco. I tecnici hanno effettuato verifiche anche sugli edifici vicini: dieci le persone evacuate in via precauzionale dalle abitazioni limitrofe. IN ALTO IL VIDEO

