Un messaggio sul telefono, poche righe che evocano urgenza e sanità, e il rischio concreto di perdere denaro. Torna in Campania la truffa dell’sms che sfrutta l’acronimo CUP per ingannare i cittadini, inducendoli a contattare numeri a pagamento spacciati per uffici sanitari. A lanciare l’allarme è la Regione Campania che, in una nota diffusa sui propri canali social, mette in guardia da un tentativo di raggiro basato su sigle e denominazioni fuorvianti. I messaggi parlano di un presunto “Centro Unico Primario” o degli “uffici GUP – Gestione Unica Prenotazione”, richiamando volutamente il vero Centro Unico Prenotazioni regionale, utilizzato per fissare visite mediche ed esami.
Nel testo dell’sms, ai destinatari viene chiesto di contattare con urgenza numeri che iniziano per 899 o 893, con la motivazione di “importanti comunicazioni che la riguardano”. Numerazioni che, come sottolinea la Regione, sono a pagamento e non hanno alcun collegamento con il CUP ufficiale. L’indicazione è netta: non richiamare, non rispondere e cancellare immediatamente il messaggio. L’avviso, firmato dal Palazzo Santa Lucia, è rivolto a una platea ampia, considerando che riguarda oltre 5 milioni di cittadini campani. La Regione invita inoltre a diffidare sempre di comunicazioni sospette e a segnalarle alla polizia postale.
Un raggiro già noto – La truffa del falso Cup non è una novità. Già lo scorso anno messaggi simili avevano colpito numerosi utenti, coinvolgendo indirettamente anche l’ospedale Antonio Cardarelli, il più grande nosocomio del Mezzogiorno. In quel caso l’sms, intestato a “CUP info”, invitava a chiamare con urgenza per una presunta prenotazione sanitaria, facendo leva sulle comprensibili preoccupazioni legate alla salute. Anche allora il numero indicato era un 899 a pagamento, del tutto estraneo al sistema sanitario regionale. Lo schema resta invariato: utilizzare nomi, sigle e contesti credibili per spingere le persone a richiamare, attivando così servizi a costo elevato. Per questo la Regione ribadisce l’importanza di non fidarsi di sms che non provengano dai canali ufficiali e di verificare sempre le comunicazioni legate alla sanità pubblica.

