Crediti d’imposta fantasma e frode fiscale: mandato di arresto per l’editore Davide Erba

di Redazione

Un sistema strutturato, ripetuto nel tempo, costruito per aggirare il Fisco attraverso crediti d’imposta creati ad arte. È questo lo scenario che emerge dall’operazione della Guardia di Finanza di Monza Brianza, che sta dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, su richiesta della Procura della Repubblica.

Le misure cautelari – Il provvedimento riguarda Davide Erba, 45 anni, imprenditore brianzolo attivo nel settore dell’editoria e proprietario della storica testata giornalistica Il Cittadino di Monza, attualmente a Dubai dove si è trasferito da anni, oltre a Lorenzo Rigoni, 42 anni, e Diego Zerri, 59 anni, professionisti e consulenti fiscali. Per l’imprenditore brianzolo è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per i due consulenti sono scattati gli arresti domiciliari. A loro carico anche misure interdittive che impediscono lo svolgimento delle professioni di commercialista e avvocato.

Il sequestro preventivo – Contestualmente, i finanzieri stanno eseguendo un sequestro preventivo, disposto dalla stessa autorità giudiziaria, nelle province di Monza e della Brianza, Milano e Novara. Il provvedimento è finalizzato alla confisca diretta e per equivalente di beni per 300.000 euro, somma ritenuta corrispondente ai compensi illeciti percepiti dai professionisti coinvolti.

L’indagine – L’ordinanza custodiale scaturisce da un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza e condotta dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Monza. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire un presunto sodalizio criminale riconducibile a un’associazione per delinquere ideata e promossa dai due consulenti arrestati, che avrebbero operato in favore dell’imprenditore brianzolo e di altri tredici imprenditori. Secondo quanto emerso, il meccanismo avrebbe permesso a società con sede in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna di compensare ingenti debiti tributari attraverso l’utilizzo indebito di crediti d’imposta inesistenti, per un ammontare complessivo superiore a 4 milioni di euro.

Il “pacchetto fiscale” e i corsi mai svolti – Il gruppo, tramite una società di consulenza con sede a Milano riconducibile ai due professionisti, proponeva alle aziende in difficoltà economica un vero e proprio “pacchetto fiscale”. L’offerta garantiva l’abbattimento del debito tributario grazie a crediti d’imposta fittizi, formalmente riconducibili a presunti “corsi di formazione 4.0”, che in realtà non sarebbero mai stati svolti.

Certificazioni e condotte corruttive – Le certificazioni necessarie per attestare il beneficio fiscale non spettante venivano sistematicamente rilasciate da un revisore legale compiacente che, in cambio di compensi, avrebbe fornito il via libera all’utilizzo dei crediti inesistenti. Secondo l’accusa, il revisore avrebbe agito in associazione con i due consulenti fiscali, rendendosi responsabile anche di condotte di natura corruttiva.

Denunce e ulteriori sequestri – Complessivamente sono stati denunciati 14 imprenditori per dichiarazione fiscale fraudolenta e tre professionisti per indebita compensazione di debiti tributari mediante l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti. A questi ultimi vengono contestati anche i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative. Nell’ambito dell’operazione sono state inoltre sequestrate le quote societarie dello studio di consulenza milanese e ulteriori beni e disponibilità finanziarie per 300mila euro. IN ALTO IL VIDEO

Scrivici su Whatsapp
Benvenuto in Pupia. Come possiamo aiutarti?
Whatsapp
Redazione
Condividi con un amico