Titoli di studio rilasciati senza lezioni, registri manipolati e presenze inventate per aggirare l’obbligo scolastico. È lo scenario delineato dalla Procura di Napoli Nord che ha chiesto misure cautelari per 28 persone, tra cui sei residenti nel Casertano, tra Casapesenna, Orta di Atella, Villa di Briano, Marcianise, Succivo e Trentola Ducenta.
L’inchiesta, riportata dall’edizione odierna di Cronache di Caserta, ruota attorno a due istituti con sede a Crispano e Casandrino, in provincia di Napoli, uno dei quali con sede distaccata a Caivano. Secondo l’ipotesi accusatoria, in queste strutture sarebbero stati falsificati i dati relativi alle presenze, ai voti e all’assolvimento dell’obbligo di istruzione dei minori fino ai sedici anni, consentendo il rilascio di diplomi di scuola superiore e abilitazioni professionali senza il reale svolgimento delle attività didattiche.
Le accuse e la presunta tangente – Tra i reati contestati figurano, a vario titolo, associazione per delinquere, corruzione (anche per atti contrari ai doveri d’ufficio), frode in processo penale e depistaggio, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, oltre all’induzione indebita a dare o promettere utilità. Nell’impianto accusatorio compare anche una presunta mazzetta da 10mila euro, che sarebbe stata versata per ottenere un diploma in Ragioneria e Informatica.
Obbligo scolastico aggirato – La presunta organizzazione avrebbe operato sul territorio campano, in particolare tra Crispano e Caivano, attestando falsamente l’assolvimento dell’obbligo scolastico da parte di minori e il conseguimento di titoli di studio. In diversi casi gli studenti, secondo gli inquirenti, non avrebbero frequentato le lezioni perché impegnati esclusivamente in percorsi di formazione professionale o addirittura già inseriti nel mondo del lavoro; in altri, la presenza di decine di alunni sarebbe stata certificata solo sulla carta.
Gli interrogatori preventivi – Il giudice per le indagini preliminari Caterina Anna Arpino ha disposto gli interrogatori preventivi per tutti i 28 indagati, in programma tra il 23 e il 30 gennaio, nell’ambito della procedura prevista dalla riforma Nordio a fronte delle misure cautelari richieste dal pubblico ministero. Alle due scuole coinvolte, infine, vengono attribuiti anche illeciti amministrativi.

