Trentola Ducenta, il coraggio di Federico Del Prete: proiezione del film “Tutto per mio figlio” nella parrocchia di San Michele

di Antonio Taglialatela

Trentola Ducenta (Caserta) – Una serata di memoria civile, impegno e testimonianza. Lunedì 9 febbraio, alle ore 19, nella parrocchia di San Michele Arcangelo di Trentola Ducenta, è in programma la proiezione speciale del film Tutto per mio figlio, ispirato alla storia di Federico Del Prete, sindacalista ucciso dalla camorra per il suo impegno a difesa dei venditori ambulanti e per la sua instancabile attività di denuncia.

Il programma della serata – La proiezione sarà introdotta dai saluti di don Marcellino Cassandra, parroco della chiesa di San Michele Arcangelo, e di Michele Apicella, sindaco di Trentola Ducenta. Seguiranno gli interventi di Gennaro Del Prete, figlio di Federico e presidente dell’associazione “Memoriae”, e di monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Aversa. A moderare l’incontro sarà il commendatore Franco Musto. Le conclusioni saranno affidate a Biagio Del Prete, viceprefetto vicario di Caserta. Annunciata anche la partecipazione di Anacleto Colombiano, presidente della Provincia di Caserta, e di Biagio Chiariello, comandante della Polizia provinciale di Caserta.

Il film e la storia – Interpretato da Giuseppe Zeno, per la regia di Umberto Marino e prodotto da Rai Fiction, il film, uscito nel 2022, narra le vicende di un ambulante casertano che si rifanno a quanto accadde, nella realtà, a Del Prete, sindacalista dello Snaa (Sindacato Nazionale Ambulanti), medaglia d’oro al valor civile, nel contesto della camorra casertana, in particolare del clan dei Casalesi, che esercitava un controllo estorsivo sui mercati rionali, imponendo anche la vendita delle buste di plastica a prezzi gonfiati: cinque euro al chilo contro un costo reale di poco superiore a un euro.

Le denunce e il movente – L’attività di Del Prete si concentrava in un settore particolarmente esposto, quello del commercio ambulante. Attraverso i suoi iscritti e numerosi esposti firmati di suo pugno, fece emergere un sistema diffuso di malaffare nei comuni di Casal di Principe, Capua, San Marcellino, Mondragone, Villa Literno e in altre aree del casertano, oltre che in zone del napoletano come Frattamaggiore, San Giovanni a Teduccio e Acerra. Il movente dell’omicidio è strettamente legato a questo impegno: Del Prete denunciò prima abusi e irregolarità amministrative nelle fiere settimanali e poi le estorsioni sistematiche subite dagli ambulanti.

Il processo e la condanna – Un passaggio chiave riguarda la denuncia che, circa un anno prima dell’omicidio, portò all’arresto di un vigile urbano di Mondragone, accusato di estorsione. Il processo era in corso davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e Del Prete avrebbe dovuto testimoniare proprio il giorno successivo alla sua uccisione. Nel 2009 il collaboratore di giustizia Antonio Corvino, reo confesso dell’omicidio, è stato condannato a quattordici anni di reclusione.

Memoria e impegno sul territorio – A Mondragone, luogo delle sue battaglie e della sua morte, è stata inaugurata una sede antiracket a lui intitolata, con la partecipazione dell’associazione Libera. Diverse strade dell’agro aversano e del napoletano portano il suo nome. Nell’ottobre 2009, su un terreno confiscato a “Cicciariello” a Santa Maria la Fossa, è nata l’area mercato “Federico Del Prete”, grazie anche alla collaborazione del consorzio Agrorinasce di Casal di Principe. Nel 2012, a seguito di una borsa di studio donata da Gennaro Del Prete, è stato pubblicato il libro A testa alta – Federico Del Prete, una storia di Resistenza alla Camorra, edito da Di Girolamo e scritto da Paolo Miggiano. Nel novembre 2013 è stata poi fondata l’associazione di promozione sociale “Mondo Nuovo Federico Del Prete”. Nel febbraio 2020, con l’associazione “Memoriae”, è stato istituito il “Premio Nazionale Federico Del Prete”; nello stesso contesto il pittore Renato Cocozza ha realizzato il dipinto Al mercato, olio su tela protagonista di una mostra itinerante. Nella foto, da sin. Franco Musto e Gennaro Del Prete

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