Caserta – Da Buenos Aires a Caserta, la memoria delle dittature sudamericane attraversa l’oceano e approda tra i banchi di scuola. Giovedì 22 gennaio, nell’Aula Magna del Campus Manzoni, si terrà una tavola rotonda dedicata al dramma dei desaparecidos, rivolta agli alunni delle classi quinte degli indirizzi Linguistico ed Economico-Sociale. L’incontro sarà presieduto dalla dirigente scolastica Adele Vairo e vedrà la partecipazione di Elvira Falivene, docente associata di Lingua e cultura spagnola all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, e di Miguel “El Tano” Santucho, componente del direttivo e portavoce delle Abuelas de Plaza de Mayo.
I numeri del Plan Condor – Cinquantamila persone assassinate, trentamila desaparecidos, quattrocentomila incarcerate: cifre che restituiscono la portata del Plan Condor, l’insieme di operazioni repressive utilizzate per rovesciare governi democraticamente eletti, come quello di Salvador Allende in Cile o di Isabelita Perón in Argentina. A questi dati si aggiunge una ferita ancora aperta: circa cinquecento bambini “appropriati”, strappati alla nascita ai genitori uccisi o scomparsi e cresciuti in famiglie vicine ai regimi. Molti sono stati ritrovati, ma centinaia risultano ancora dispersi. A cercarli, da decenni, sono le Abuelas de Plaza de Mayo, che hanno portato all’attenzione internazionale i crimini commessi nei Paesi del Cono Sud.
Il valore educativo dell’incontro – “Il confronto con realtà complesse e drammatiche come le dittature sudamericane rappresenta l’ennesima occasione di crescita culturale ed umana per i nostri ragazzi, ormai quasi alla fine del loro percorso liceale. – afferma la dirigente Vairo – L’obiettivo del Manzoni è offrire una formazione di qualità a 360 gradi, fornendo spunti di riflessione e chiavi di lettura nuove per comprendere il mondo e la realtà geopolitica attuali: questo evento, come gli altri del Campus, va in questa direzione”, conclude.
Dalla storia alla testimonianza diretta – “Lo sterminio di intere generazioni, che sembra lontano nel tempo e nello spazio, ci riguarda da vicino. – sottolinea Elvira Falivene, autrice di un saggio sul ruolo delle donne nelle dittature degli anni Settanta – Il maxi-Processo Condor si è svolto, infatti, nel nostro Paese, perché ha riguardato 43 vittime di origine italiana residenti in Sud America”. Nel corso dell’incontro, gli studenti potranno dialogare e ascoltare la testimonianza diretta di Miguel “El Tano” Santucho, che ha raccolto il testimone della nonna Nelida Navajas, impegnata per decenni nella ricerca del fratello, “appropriato” da un funzionario di polizia della provincia di Buenos Aires e incontrato soltanto nel 2023. Una ricerca che continua ancora oggi per circa trecento persone che non conoscono la propria identità. L’evento, che conferma il liceo casertano come punto di riferimento per l’internazionalizzazione e il plurilinguismo, sarà trasmesso in diretta sulle pagine social e sul canale YouTube del Campus Manzoni, offrendo al territorio un ulteriore momento di riflessione civile e culturale.

