Asl Caserta, i pazienti dializzati potranno effettuare dialisi a domicilio

di Redazione

L’Asl di Caserta si occupa della salute di circa 1 milione di cittadini. Di questi, circa 800, sono pazienti con insufficienza renale cronica in fase terminale (IRCt) ed in terapia emodialitica (Hd). Premesso che presso l’Asl di Caserta sono attive 4 Unità Operative di Nefrologia e dialisi, si registra che meno di 10 pazienti, l’1% del totale (media nazionale superiore al 10%) pratica dialisi peritoneale (Dp). – continua sotto – 

Molti studi hanno dimostrato che quando si chiede al paziente con IRCt, che cosa si aspetti dalla terapia sostitutiva, la risposta unanime è indirizzata alla qualità piuttosto che alla quantità della vita. I pazienti sono disposti a sacrificare un po’ di aspettativa di vita pur di ridurre le visite in ospedale e le molte restrizioni legate alla dialisi “fuori casa”. A tutt’oggi l’unica possibilità di domiciliare la terapia renale sostitutiva è data dalla Dp, la cui scarsa penetranza nella nostra Regione anche a causa della difficoltà di formare un care-giver all’interno della famiglia che carichi su di sé la “responsabilità” della gestione della terapia di una malattia cronica.

In virtù delle rinnovate esigenze dei pazienti, l’Asl di Caserta, a firma del direttore generale Amedeo Blasotti, ha pubblicato la delibera numero 867 avente ad oggetto una procedura di gara per un accordo quadro di affidamento della emodialisi domiciliare assistita (HDda). Così, grazie all’applicazione della HDda i pazienti potranno ottenere un miglioramento della qualità di vita  praticando la terapia dialitica presso il proprio domicilio, concordando anche la tempistica del trattamento, senza gravare su un caregiver, spesso mancante in famiglia; potranno superare la problematica degli spostamenti (soprattutto per pazienti allettati e/o residenti in paesini lontani dai centri di dialisi) e potranno garantirsi maggiore sicurezza della prestazione grazie all’assistenza diretta di un infermiere specializzato.

In accordo con i criteri indicati dal National Institute for Clinical Excellence, un paziente viene considerato idoneo se è fortemente motivato ad accettare le modalità del trattamento domiciliare (nel caso di pazienti incapaci di intendere e volere, non autosufficienti, dovranno essere gli aventi diritto a manifestare |’intenzione di voler eseguire il programma emodialitico domiciliare); se le sue condizioni cliniche consentono di poter praticare in sicurezza l’HDda; se è dotato di un accesso vascolare ben funzionante e non particolarmente difficile da gestire; se ha una buona stabilità cardiovascolare intradialitica; se il suo domicilio presenta un locale idoneo ad ospitare |’apparecchiatura e lo stoccaggio sia per lo svolgimento del trattamento che dei rifiuti speciali; inoltre l’impianto elettrico deve essere implementato e deve essere presente uno scarico fognario. Il paziente che sceglie il trattamento di HDda, se considerato eleggibile dal nefrologo dell’Unità di riferimento, presenterà formale richiesta alla Unità di Nefrologia del suo territorio di residenza. – continua sotto – 

Con questa eccezionale iniziativa, l’Asl di Caserta sarà in grado di garantire la Hd a casa del paziente con un infermiere specializzato che gestirà una terapia emodialitica di tipo sartoriale perché cucita sulle esigenze del paziente sia di tipo lavorativo che di mobilità che logistiche per lontananza da un centro di Hd. Un progetto che indubbiamente migliorerà la qualità di vita dei pazienti emodializzati della provincia, anche perché è accertato che per un paziente in dialisi “sopravvivere non basta”.

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