Cronaca

Incendio sul Monte Sant’Angelo nel Casertano: indagato 42enne di Marzano Appio

di Redazione

Individuato il responsabile del devastante incendio boschivo che lo scorso 29 luglio si è verificato a Vairano Patenora, nel Casertano, sul Monte Sant’Angelo. Si tratta di M.L., 42 anni, di Marzano Appio, sottoposto ad obbligo di dimora su disposizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri della stazione forestale di Vairano e della stazione territoriale di Marzano. – continua sotto –

Il rogo si è rivelato particolarmente grave, in quanto l’appiccamento doloso del fuoco, per le elevate temperature registrate, per il vento che spirava e lo stato seccagginoso della vegetazione erbacea, arbustiva ed arborea ivi radicata, ha innescato un fronte di fuoco incontrollabile che si è protratto in maniera virulenta fino al pomeriggio del 31 luglio, interessando una superficie complessiva di circa 38 ettari e che ha distrutto la vegetazione interessata dal passaggio delle fiamme, nonostante l’intervento di numerose squadre di personale appartenenti a varie amministrazione pubbliche e di mezzi aerei regionali antincendio.

Le attività investigative hanno consentito di raccogliere indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, ritenuti gravi anche dal giudice per le indagini preliminari del tribunale sammaritano, consistenti nelle testimonianze di diversi soggetti presenti nei pressi del luogo dove è stato appiccato il fuoco, i quali hanno osservato la condotta delittuosa tenuta dall’indagato in occasione dell’evento criminoso, fornendo elementi probatori importanti per l’identificazione del responsabile, nonché nell’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nel Comune di Vairano Patenora che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti tenuti dall’indagato nel primo pomeriggio del 29 luglio, nonché di riscontrare quanto riferito dai testimoni escussi.

Inoltre, sono stati svolti accertamenti tecnici da parte dei carabinieri forestali utilizzando la tecnica del metodo delle evidenze fisiche, cioè lo studio a ritroso delle tracce lasciate dal passaggio del fuoco, che hanno permesso di stabilire con esattezza il punto di insorgenza dell’incendio che è risultato essere corrispondente a quello indicato dal primo testimone. Sotto altre immagini

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