Cronaca

Aversa, strade dissestate: gli amministratori facciano un giro a piedi per la città

di Antonio Arduino

Aversa (Caserta) – I consiglieri comunali e i componenti della giunta camminano per Aversa a piedi o si limitano a raggiungere i bar e i loro punti di incontro abituali andando in automobile? – continua sotto –

La sensazione è che sia valida la seconda delle ipotesi perché se così non fosse si sarebbero resi conto delle condizioni in cui si trova la città. Basta fare un giro, un lungo giro, partendo da Porta Napoli e raggiungendo l’ex Inam, il tribunale Napoli Nord, il Duomo e tornare a Porta Napoli, percorrendo le strade del centro cosiddetto storico per rendersi conto che Aversa è una città in cui non si può camminare senza correre il rischio di rompersi una gamba perché non c’è una strada o un marciapiede che siano integri.

Fatta eccezione per quelle strade che presentano un manto di asfalto più o meno recente, tutte le altre sono pavimentate con lastroni che dovrebbero rappresentare la pavimentazione originale di Aversa. Però quei lastroni sono dissestati, rotti e, spesso, privi di pezzi o rattoppati malamente con asfalto e altri materiali e soprattutto completamente irregolari, pertanto diventa difficile camminare senza dover guardare necessariamente a terra come fanno i cavalli.

Per non parlare dei marciapiedi che si presentano privi di pezzi di pavimentazione o addirittura, in qualche punto,  sono inesistenti e con avvallamenti agli ingressi dei vari edifici che rendono difficoltoso passeggiare in linea, perché, mentre si procede in piano, improvvisamente ci si trova a dover scendere dato che gli scivoli d’accesso e di uscita agli edifici non sempre sono stati realizzati a regola d’arte. Così vi sono pendenze anomale. – continua sotto –

Persino via Seggio, quella che era la strada dello shopping di tanti anni fa, nonostante la ristrutturazione avvenuta all’epoca dell’amministrazione Sagliocco, presenta le medesime anomalie,  meno marcate rispetto a quelle riscontrate nel resto del centro storico, ma ci sono.

Tutto questo sicuramente non va per una Aversa che prova a portare turismo d’arte definendosi “città d’arte”. Immaginatevi un turista che provi ad alzare la testa per ammirare edifici d’epoca, non avendo la possibilità di guardare contemporaneamente la strada,  improvvisamente infila il piede in una buca o inciampa in un lastrone sconnesso o danneggiato della pavimentazione. Il risultato sarebbe una caduta rovinosa che porterebbe, oltre che quello fisico al malcapitato, danno economico alla città, per l’eventuale richiesta di risarcimento, e danno d’immagine perché, di sicuro, quel turista non potrà dire “Andate ad Aversa”.

Tuttavia, questo aspetto della quotidianità di Aversa, probabilmente, è sconosciuto a chi non cammina a piedi e si limita a raggiungere bar e punti di incontro in zone di recente edificazione dove le strade sono asfaltate. In quelle aree la città sembra normale ma il turista d’arte si addentra nei centri storici dove va alla ricerca di edifici che parlano di storia, di monumenti, di chiese ricche di affreschi e dipinti che rispecchiano l’arte che possiede la città. Un’arte che ad Aversa il più delle volte è chiusa nello scrigno delle chiese che sono aperte solo per le celebrazioni o che non è visibile perché, come accade nel complesso dell’Annunziata, sono in fase di restauro da anni essendo conservate a Caserta, all’interno di locali deposito della Soprintendenza. – continua sotto –

Intanto, l’amministrazione comunale parla di iniziative grandiose che verranno realizzati nei prossimi anni, applicando inconsciamente il metodo utilizzato da tanti politici di annunciare grossi progetti, da realizzare con cospicui finanziamenti e in tempi medio lunghi o lunghissimi, come la pista di atletica e il nuovo mercato ortofrutticolo, capaci di cambiare il volto della città per distogliere l’attenzione da quelli piccoli che permetterebbero di modificare in positivo e in tempi brevissimi la quotidianità dei cittadini che vivono passeggiando a piedi per la città. SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA

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