Cronaca

“Aversa città chiusa”, per molti ormai si è di fronte all’indifendibile

di Nicola Rosselli

Aversa (Caserta) – Biblioteca chiusa, Parco Grassia chiuso, Parco Balsamo chiuso, Casa Cimarosa chiusa. Aversa città chiusa, in uno stato permanente di agonia dove tutto sembra essere abbandonato a sé stesso in un degrado che cresce sotto gli occhi di tutti. In campo culturale non si ricordano iniziative valide portate avanti da questa amministrazione. – continua sotto – 

La ricorrenza del Millennio, al di là delle tifoserie della data di fondazione di Aversa, viene trattata come una sorta di grande recita scolastica, limitata ad una sola associazione e ad una sola testata giornalistica di respiro esclusivamente locale. Per entrare nell’area verde del Parco Grassia (per avvicinarsi al cancello, visto che è chiuso) bisogna attraversare una piccola savana dove l’erba è più alta di me che sono 1,70 di altezza. Figuriamoci cosa ci sarà dentro, meglio non pensarci. Perché non darlo immediatamente ad un’associazione che organizzi degli orti sociali per anziani come sono presenti in tanti comuni? Uno spettacolo desolante fatto di erbacce e centinaia e centinaia di lampade votive che non funzionano (a fronte del pagamento effettuato dagli aversani) viene offerto dal cimitero cittadino. Il rispetto per i defunti è andato a farsi benedire.

I percettori del reddito di cittadinanza, poco meno di duecento, nonostante i dipendenti comunali siano diventati una specie in via di estinzione, non vengono utilizzati per i lavori socialmente utili. Qualcuno dice per fare “un dispetto ai grillini”, qualche altro perché ci sarebbero problemi presso il collocamento. Certo è che un’amministrazione con gli attributi li avrebbe messi a lavorare da tempo. Eppure, il verde pubblico ne avrebbe tanta necessità così come gli uffici comunali dove l’anagrafe rischia di chiudere totalmente.

Abbiamo il monumento al Genio del Settecento musicale partenopeo, il più famoso figlio di Aversa, Domenico Cimarosa, in piazza Mazzini, completamente circondato da erbacce e rifiuti. Una situazione che non fa onore alla città e agli amministratori, soprattutto se si considera che questa aiuola è all’ingresso della stazione ferroviaria, ossia rappresenta un biglietto da visita per quanti giungono ad Aversa. Fortunatamente il club aversano del Soroptimist International Italia ha pensato di adottare quell’aiuola per procedere a proprie spese alla pulizia. – continua sotto – 

Le strade continuano ad essere dissestate in massima parte. Dopo quelle asfaltate (lasciamo stare le modalità) grazie al lavoro del vicesindaco Marco Villano, continuano ad offrire buche che diventano sempre più grandi. Per la cronaca, ce n’è una di buca accanto all’ingresso di Casa Cimarosa, lato Piazza Principe Amedeo, segnalata dai media più volte da mesi, ma nessuno pensa di andarla a “tappare”. La più importante delle fontane cittadine, quella di piazza Vittorio Emanuele, oggetto di selfie e lanci di monetine da parte di Golia & soci, continua ad essere desolatamente chiusa e coma di munnezza di ogni tipo

Lo smaltimento dei rifiuti va avanti con i limiti del passato, ma, rispetto al passato, continua ad aumentare anno dopo anno la Tari, mettendo in difficoltà centinaia di famiglie, soprattutto ora che la Sogert attiva micidiali procedure esecutive.

Un Puc che dovrebbe disegnare il futuro della città, evitando nuove costruzioni per preservare il suolo, il poco suolo restante, continua a latitare. Dopo tre anni si è riusciti a fare una aerofotogrammetria, eppure, per i primi due anni sulla poltrona dell’urbanistica c’è stata un’accademica.

Una situazione della quale si stanno accorgendo anche gli aversani che avevano scelto (e manco si può dire visto che è stata snaturata dagli esperti nello sport del cambio di casacca in corsa) la coalizione di centrosinistra (ora diventata “arcobaleno”). Sui social non vi sono più tanti di quei difensori d’ufficio della prima ora. Forse perché siamo di fronte all’indifendibile.

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