Cronaca

Autoriciclaggio, arrestato il presidente della Reggina Calcio

di Redazione

A seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza hanno sottoposto agli arresti domiciliari un imprenditore romano, Luca Gallo, 52 anni, che, oltre ad essere presidente della squadra di calcio calabrese della Reggina, che milita nel campionato di serie B, opera nel settore dei servizi di sostegno alle imprese per la gestione e la fornitura del personale.

Per lui le accuse di autoriciclaggio e omesso versamento dell’Iva. A suo carico, inoltre, un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni per un valore pari a 11 milioni e 437.340 euro e delle quote sociali di 17 società. Da quanto si apprende, Gallo qualche mese fa era stato sottoposto ad un intervento al cuore e aveva iniziato una fase riabilitativa. – continua sotto – 

Le indagini hanno riguardato i flussi finanziari tra le numerose società facenti capo all’indagato, romano di origini calabresi, il cui “core business” è rappresentato dalla somministrazione di manodopera, in particolare dalla fornitura e gestione di personale messo a disposizione di imprese terze, dislocate su tutto il territorio nazionale e operanti nei più svariati ambiti, dalla ristorazione ai servizi alberghieri, dalla pulizia alle attività di logistica e facchinaggio. Complessivamente, le società rientranti nel sequestro impiegano oltre 1700 dipendenti.

I provvedimenti cautelari traggono origine da pregresse indagini nei confronti di società riconducibili all’indagato, nei cui ambito veniva accertato lo svolgimento di un’attività di somministrazione di personale ricorrendo allo schema del fittizio appalto di servizi e l’autofinanziamento dell’attività d’impresa attraverso il sistematico omesso versamento delle imposte, in particolare dell’Iva e delle ritenute, nonché dei contributi relativi ai lavoratori dipendenti.

In tale contesto l’imprenditore era già stato destinatario, nel 2021, di un decreto di sequestro preventivo di beni per quasi 7 milioni di euro. Dai successivi accertamenti sono stati acquisiti gravi elementi indiziari in ordine al sistematico “reimpiego” di cospicue somme provento dall’omesso versamento dell’Iva per acquisire il controllo e la gestione della società calcistica (quest’ultima non oggetto dei provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria), di cui l’indagato riveste la carica di presidente dal 10 gennaio 2019. Per assicurare, nell’immediato, la gestione delle società sottoposte a vincolo reale, tuttora operative, e dei correlati flussi economici, è stato nominato dal giudice per le indagini preliminari un amministratore giudiziario.

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