Cronaca

Il pallavolista Roberto Cazzaniga raggirato per 13 anni da finta modella brasiliana: sequestrati beni a due donne

di Redazione

I finanzieri del comando provinciale di Monza, su delega della Procura della Repubblica brianzola, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di denaro e altre disponibilità finanziarie nei confronti di due indagate residenti nelle province di Monza e Cagliari, quale profitto illecito di una presunta truffa aggravata e continuata. – continua sotto – 

L’attività investigativa, svolta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e coordinata dalla Procura di Monza, è relativa alla vicenda (fatta emergere dal programma televisivo “Le Iene”) che ha avuto come vittima un giocatore di pallavolo, Roberto Cazzaniga, 43 anni, il quale – suggestionato dall’erroneo convincimento di una relazione sentimentale a distanza con una modella brasiliana (alias “Maya Mancini”, per la quale venivano utilizzate foto di una vera modella, Alessandra Ambrosio, completamente estranea al caso e ignara di quanto fosse accaduto) – avrebbe elargito, per circa 13 anni, tra il 2008 e il 2021, la somma di oltre 600mila euro.

Secondo le risultanze delle indagini, sono emersi plurimi elementi indiziari atti a dimostrare come una delle due indagate, Valeria Satta, cagliaritana di Capoterra, agendo sotto il falso nome della modella e grazie al concorso di un’amica fidata del truffato (una monzese di Bernareggio), avrebbe, con artifici e raggiri, dapprima instaurato e coltivato un rapporto telefonico costante fino a convincere il vollista dell’esistenza della relazione, mostrando via social anche foto ritraenti una nota modella realmente esistente, per poi indurlo a contribuire alle spese mediche occorrenti a far fronte a gravi patologie sofferte (di fatto inesistenti) ovvero per superare presunte difficoltà finanziarie che avrebbero impedito alla ragazza anche l’acquisto di beni di prima necessità.

Nel corso dell’indagine – originata da una querela della stessa persona offesa e sviluppata anche con accertamenti patrimoniali e finanziari e l’analisi di segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema di prevenzione antiriciclaggio – sono state ricostruite circa 1.400 singole transazioni attraverso le quali il pallavolista ha trasferito – tra il 2008 e il 2021 – sui rapporti finanziari della finta modella sistematiche somme di denaro, in particolare mediante ricariche/bonifici su più carte postepay (generalmente, di importo variabile tra 200 e 3.000 euro), ovvero con disposizioni di bonifico su conti correnti bancari e postali, oltre a provvedere all’acquisto di un’autovettura. – continua sotto – 

Le somme così accreditate sono state quasi esclusivamente utilizzate da “Maya” per prelievi di denaro contante da vari sportelli bancari e postali, pagamenti on line e/o presso esercenti vari per spese voluttuarie. Parte delle somme sono state trasferite all’altra complice residente in Brianza (circa 90 mila euro), oltre che a persone rientranti nella sfera familiare della stessa indagata.

Al termine delle indagini, in accoglimento della proposta di sequestro preventivo avanzata dalla Procura della Repubblica di Monza, il giudice per le indagini preliminari ha adottato il relativo provvedimento ablativo, la cui esecuzione è in corso a cura delle Fiamme Gialle fino a concorrenza di circa 74mila euro, corrispondente all’importo del profitto di truffa non ancora prescritto ai fini penali. Una somma esigua rispetto all’ammontare dell’intera truffa (600mila euro in 13 anni) ma si tratta di reati sui cui è caduta la prescrizione. Il periodo di contestazione, dunque, riguarda il lasso temporale tra il 2016 e il 2021. IN ALTO IL VIDEO

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