Politica

Aversa, Infopoint di Piazza Mazzini: nessun “cambiamento”, solo “continuità amministrativa”!

di Antonio Arduino

Aversa (Caserta) – La continuità amministrativa è sicuramente qualcosa da elogiare perché è estremamente positivo portare a termine quello che le amministrazioni uscenti lasciano in eredità a quelle entranti. Senza addentrarci nelle tante contraddizioni della parola “cambiamento” usata nel periodo pre-elettorale dell’attuale amministrazione proponiamo all’attenzione della cittadinanza la continuità amministrativa negativa rappresentata dall’Infopoint di piazza Mazzini (o “piazza Ferrovia”, se più vi piace). Una struttura costata oltre 25mila euro, destinata ad essere punto informativo per “i turisti che arrivano ad Aversa”, in particolare per quelli che giungono in città in treno. – continua sotto –

Posizionata nel punto in cui via Diaz incontra la piazza, il 13 agosto 2010, dopo una serie di spostamenti la struttura è stata collocata nell’attuale posizione che, essendo a ridosso della uscita della stazione ferroviaria, consentirebbe a chi arriva ad Aversa un impatto immediato con quello che dovrebbe rappresentare un ufficio di promozione turistica. Un utilizzo che da 11 anni non si è mai concretizzato, con la struttura perennemente chiusa. O meglio, è stata aperta in rarissime occasioni. Una volta dalla precedente amministrazione De Cristofaro, nel 2018, per soli due giorni, in occasione delle Giornate del Fai del 2018, ma poi subito chiusa. Una seconda apertura è datata 15 giugno 2020 quando l’attuale sindaco Alfonso Golia la affidò alla Caritas. “Quello che è stato per anni un gazebo nomade per la piazza, da oggi è al servizio della popolazione più fragile della città e in particolare di immigranti e senza dimora”, affermò quel giorno l’allora assessore alle Politiche sociali Ciro Tarantino.

Vale la pena ricordare, tra l’altro, che l’amministrazione Golia sottolineò che da quella data la struttura doveva essere disponibile immediatamente ma che sarebbe stata utilizzata, in primis, per le attività di prevenzione sanitaria imposte dalla normativa di contrasto all’epidemia di Covid da svolgere necessariamente alla stazione ferroviaria. Superata questa esigenza prioritaria il gazebo avrebbe assunto “funzioni sociali”, garantendo informazione e orientamento sui diritti e i servizi sociali. Almeno questo è quanto dichiarato, in quel momento, alla stampa. Questo sarebbe stato un reale cambiamento rispetto a passato ma, in realtà, fatto salvo probabilmente qualche giorno di apertura per le operazioni collegate alla normativa anti Covid, uso di cui nessuno sembra avere memoria, l’Infopoint resto chiuso e continua ad essere chiuso.

Eppure, il legale rappresentante della società “Cla.Ro. srl”, che svolge attività di vendita di quotidiani e riviste ad Aversa, il 30 agosto 2012, con nota protocollata in quella data, chiedeva al Comune l’affidamento del gazebo in concessione quinquennale, a pagamento, per utilizzarlo come rivendita di giornali e punto informativo, prevedendo uno sconto del canone mensile per il servizio d’informazione turistica che avrebbe fornito. La risposta non è mai arrivata, però nel febbraio del 2018 l’amministrazione De Cristofaro pubblicò un bando per l’affidamento del servizio di gestione degli spazi pubblicitari presenti sulla struttura che si trasformò, così, in una sorta di “tabellone pubblicitario”, rimanendo comunque chiusa. – continua sotto –

Con l’arrivo della nuova amministrazione Golia, definitasi del “cambiamento”, non sembra ci sia stato, effettivamente, alcun cambiamento ma  solo una “continuità amministrativa” rappresentata dalla apertura del gazebo per una nuova inaugurazione finalizzata ad uso sociale, con il supporto della Caritas, che però non è ancora diventato realtà, così come sono rimasti in un cassetto i protocolli di intesa sottoscritti con l’istituto “Mattei”, scuola ad indirizzo turistico, per l’utilizzo dell’Infopoint con il sostegno degli studenti che avrebbero potuto guadagnare crediti ed esperienza per l’attività lavorativa a cui sono indirizzati. Per concludere, vale la pena ricordare che pochi metri più in là del gazebo, nella sessa piazza, la Caritas ha una sua sede dove già fornisce assistenza a immigrati e senza dimora.

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