Politica

Aversa, dopo 10 anni il Comune ancora inadempiente su edificio di Via Frattini

di Nicola Rosselli

Aversa (Caserta) – Amministrazione comunale inadempiente, così come lo erano state le tre precedenti per il consolidamento di un immobile che è, in parte, di proprietà dell’Ente. Nell’occhio del ciclone è finito l’edificio di via Frattini, strada chiusa al transito da tempo immemorabile, per il quale l’avvocato dei comproprietari del Comune di Aversa, Tommaso Castiello, ha scritto al sindaco e ai dirigenti Raffaele Serpico, Giuseppe Nerone e Stefano Guarino una lunga nota in cui si stigmatizza il mancato adempimento di un ordine del magistrato intervenuto con ben quattro provvedimenti. – continua sotto –

Insomma, per la nota problematica di via Frattini, il sindaco Alfonso Golia rischia di “emulare” De Cristofaro non avendo ottemperato alle pronunce giudiziarie allo stesso modo del suo predecessore. La vicenda giudiziaria, che vede coinvolta la famiglia Verde, nasce oltre dieci anni fa quando l’allora sezione distaccata del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ordinava al Comune di eseguire una serie di interventi strutturali sull’immobile di proprietà comunale, parte del complesso di San Domenico, causa di danni ingenti alla proprietà dei Verde. – continua sotto –

L’ordinanza non venne eseguita ed indusse i proprietari ad adire le vie legali per l’esecuzione dell’obbligo disposto giudizialmente. Ordinanza di esecuzione del febbraio 2018 e fissazione delle modalità di esecuzione dell’obbligo sancito dal giudice. Il Comune presentò reclamo e il tribunale rigettò il gravame con condanna al pagamento di oltre 10mila euro di spese. Nel contesto dei tre provvedimenti giudiziari si innestò il sequestro del complesso immobiliare ed il rinvio a giudizio del predecessore di Golia. L’allora sindaco riconobbe la responsabilità sua e dell’Ente optando per sfuggire ad una sicura condanna per l’oblazione del reato. – continua sotto –

Poi è subentrato l’attuale sindaco che ha continuato nell’omissione dei doveri di ufficio, unitamente al dirigente dell’ufficio tecnico e agli ulteriori uffici pubblici preposti. La somma che si assume essere stata impegnata per i lavori necessari non è stata posta concretamente a disposizione del consulente tecnico d’ufficio, direttore dei lavori, ingegner Carmine Andreozzi. Quest’ultimo, all’esito di una procedura concorsuale, ha individuato l’impresa esecutrice delle opere. I lavori non sono iniziati. Le somme non sono state appostate su un conto dedicato, come reiteratamente richiesto dalla difesa dei danneggiati. Il sindaco e gli uffici fanno orecchie da mercante. Intanto, è partita l’ennesima diffida ad eseguire i provvedimenti giudiziari. Diffida prodromica alla conseguente denuncia.

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