Società

39 anni fa l’uccisione del carabiniere Salvatore Nuvoletta: celebrazione a Marano di Napoli

di Redazione

A Marano di Napoli, nella mattinata di sabato 3 luglio, si è svolta una bellissima ed emozionante cerimonia di commemorazione in suffragio di Salvatore Nuvoletta, il giovane carabiniere originario di Marano, ucciso a venti anni dalla camorra il 2 luglio del 1982. Anche quest’anno, in cui ricade il 39esimo anniversario, per rispettare le misure cautelative  e preventive in seguito all’emergenza da Covid, nessun picchetto d’onore e il silenzio fuori ordinanza dell’Arma, nessuna lettura della motivazione della Medaglia d’Oro conferita alla giovane vittima al cimitero, all’esterno della cappella che custodisce le spoglie mortali del giovane carabiniere, ma una cerimonia comunque solenne che si è tenuta alla presenza dei vertici  provinciali e regionali dei Carabinieri e del prefetto Gerardina Basilicata, neo commissario straordinario del comune di Marano. – continua sotto – 

A ricordare la giovane vittima anche il giornalista e scrittore Raffaele Sardo e Ferdinando Bocchetti, giornalista de Il Mattino. Una messa in ricordo del giovane Nuvoletta è stata celebrata nella chiesa di Vallesana da don Tonino Palmese, vicario episcopale della Chiesa di Napoli per la giustizia e la carità e presidente della Fondazione Polis della Regione Campania per i familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata, insieme a don Giovanni Liccardo e don Salvatore Trionfo, alla presenza oltre che dei familiari della vittima, anche del generale di brigata Canio Giuseppe La Gala, comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, del maggiore Gabriele Lo Conte, comandante della locale Compagnia, di Libera e delle Associazioni dei Carabinieri intitolate a Salvatore Nuvoletta, di Marano, di Giugliano, di Mugnano, di Casalnuovo, di Cimitile con i loro presidenti  Rocco Goffredo, Alessandro Chianese, Gaetano Caruso, Francesco Esposito, Giovanni Galeota Lanza, del coordinatore del Comitato Don Peppe Diana, Salvatore Cuoci, di alcuni docenti non solo di Marano, ma anche di Casal di Principe e dei comuni limitrofi, di amici e conoscenti. – continua sotto – 

Durante la sua toccante omelia, don Tonino Palmese ha ricordato a tutti il significato della festa ricorrente, quella di San Tommaso apostolo, sottolineandone l’importanza come esperienza di vita di Gesù, un’esperienza anche martiriale, non solo di testimonianza della fede, ma anche di testimonianza con la vita e per la vita. Don Palmese ha parlato della vicenda del santo che ci introduce a fare un passo avanti nell’ amicizia con Dio e cioè il riconoscimento delle prove. Nel suo discorso, don Tonino ha voluto sottolineare l’aspetto martiriale del ricordo di Salvatore Nuvoletta e di tante persone che come lui hanno sviluppato quel forte senso di responsabilità, che permette loro di poter dire da che parte stare. Forse, ha continuato don Palmese, a San Tommaso è mancato in quel momento, è mancata la domanda: “Io da che parte sto”, prima ancora di chiedere al Signore di toccare il costato per verificare se quello davanti a lui fosse davvero Gesù risorto. Don Tonino Palmese ha spiegato che il senso della responsabilità è ciò che ci consente di poter cogliere il senso della fede e del ricordo di Nuvoletta. – continua sotto – 

Rievocando il pensiero del grande psichiatra, neurologo e filosofo austriaco, Victor Frankl, secondo il quale il popolo americano sarebbe diventato un grande popolo solo se avesse dato la possibilità alla statua della libertà di rispecchiarsi negli occhi della statua della responsabilità, don Palmese ha insistito sul fatto che la libertà, in sostanza, significa tutto e niente, e che a volte può degenerare e diventare una vera patologia, anziché un valore aggiunto. Egli ha continuato dicendo che, partendo da San Tommaso a Salvatore Nuvoletta, ciò che determina una vocazione, una vocazione alla vita sociale, all’Arma dei Carabinieri, o come credente, è l’etica della responsabilità, cioè la capacità di dare alla libertà i contenuti per vivere bene insieme e non per vivere in maniera selvaggia insieme, che senz’altro ha caratterizzato la vita della giovane vittima. “Se dovessi mettere metaforicamente una medaglia a Salvatore – ha detto don Palmese – metterei proprio la medaglia della responsabilità”. Infine, egli ha ricordato il significato della Memoria, che ci dà la forza di vivere il ricordo di quella persona e di chiederci da che parte stare per agire di conseguenza. Oggi questo ricordo lo viviamo, ha detto don Tonino, per rispetto di Salvatore Nuvoletta e di tutti quelli che sono caduti per mano della criminalità organizzata, e anche di don Peppe Diana, in occasione del suo 63esimo compleanno, e di tutti coloro che avendo messo sul loro volto l’etica della responsabilità, oggi possono guardare Dio e camminare coi santi. – continua sotto – 

Al termine della coinvolgente omelia, come di consueto, è stata letta la Preghiera del Carabiniere. Successivamente, c’è stato l’intervento del generale La Gala, il quale ha innanzitutto ringraziato don Palmese per tutto ciò che ha spiegato sul senso di libertà e responsabilità degli uomini, che ha trasmesso tantissima emozione. Il generale ha ricordato che quando una società non ha memoria, non ha ricordo, non ha futuro. Memoria significa volontà di cambiamento, perciò, è bene ricordare, ma il ricordo deve essere per noi il momento per un impegno a migliorare e a prendere spunto da quello che Salvatore Nuvoletta ha fatto, ha sottolineato il generale. Egli ha ricordato come tanti anni fa il cammino del giovanissimo carabiniere sia stato barbaramente interrotto dalla camorra. Quello che lui ha fatto, però, è servito e servirà alle giovani generazioni per capire il rispetto delle regole. A tal proposito, il generale ha elogiato il lavoro fatto anche quest’anno dai docenti nelle varie scuole, nonostante la pandemia, attraverso eventi online durante la Dad in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno, dedicata alle vittime di tutte le mafie. Egli ha ringraziato i docenti presenti alla cerimonia, ricordando a tutti quanto sia fondamentale il compito della scuola nella lotta alla criminalità organizzata e nella diffusione e realizzazione di attività educative volte allo sviluppo della cultura della legalità democratica, contro mafie, corruzione e illegalità. “Salvatore – ha continuato La Gala – non è morto, ma grazie a lui c’è stato e continua ad esserci questo percorso di cambiamento”. – continua sotto – 

Ricollegandosi al discorso di don Tonino Palmese, La Gala ha sottolineato quanto sia importante unire la libertà alla responsabilità, che bisogna far capire ai giovani, quanto sia fondamentale per la società e per l’ordine pubblico, per la nostra sicurezza il ruolo del carabiniere, che a volte è disposto persino a dare la vita per il bene pubblico. Al termine della celebrazione della santa messa, è stata deposta una corona d’alloro all’esterno della cappella dove la vittima riposa in pace. Adesso c’è grande attesa in occasione del 40esimo anniversario dell’uccisione di Nuvoletta per il prossimo anno. Tutti quanti si stanno preparando. IN ALTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICATesto e foto inviati dalla Prof.ssa Maria D’Angelo

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