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Rifiuti da Campania a Tunisia, M5S Europa: “De Luca ne ordini il rimpatrio”

“Un intervento per far rientrare i rifiuti illegalmente inviati in Tunisia dalla società Sra”. A chiederlo, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sono gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Mario Furore, Fabio Massimo Castaldo, Tiziana Beghin, Laura Ferrara, Dino Giarrusso, Chiara Gemma, Sabrina Pignedoli e Daniela Rondinelli. – continua sotto – 

“Ad oggi – spiega Furore – l’operazione di rimpatrio dei rifiuti ordinata dalla Regione il 9 dicembre scorso (da completarsi entro tre mesi) non è ancora iniziata. I container sono ancora fermi nel porto di Sousse. De Luca intervenga per sbloccare questa situazione, – conclude l’eurodeputato pentastellato – faccia rientrare questi rifiuti e si rivalga poi sulla società inadempiente. Il danno che si sta provocando al popolo tunisino, oltre che commerciale e turistico, è anche d’immagine. È ora di fare qualcosa”.

Il caso – I 282 container carichi di rifiuti provenienti dalla Campania sono sotto sequestro preventivo da più di dieci mesi, con un costo di 26mila euro al giorno. La vicenda è iniziata nell’autunno del 2019 con la firma di un contratto tra un’azienda con sede a Polla, in provincia di Salerno, e un’azienda tunisina per l’invio di 120mila tonnellate di rifiuti “non pericolosi” nel Paese nordafricano. Ma i container, ispezionati dalla Dogana di Sousse, non contengono rifiuti plastici, come denunciato, ma altri scarti di ogni tipo, che proverebbero, senza nessun trattamento preventivo, dalla raccolta differenziata domestica prodotta da sedici comuni del Cilento. In Tunisia la vicenda ha provocato un terremoto politico con l’arresto di 7 persone, tra cui il ministro dell’Ambiente, funzionari della dogana e dell’agenzia nazionale dei rifiuti, sono indagate altre 11 persone tra cui anche il console della Tunisia a Napoli.

L’inchiesta di Report – Del caso si è occupata anche il programma “Report” di Raitre, da cui è emerso che l’azienda salernitana scarica tutte le responsabilità sulla Regione Campania, anche se, secondo il ministero dell’Ambiente italiano, se esiste una responsabilità nella procedura sarebbe della Regione Campania. Alla forte preoccupazione e alle richieste delle associazioni tunisine (che davanti all’ambasciata italiana hanno collocato simbolicamente dei sacchi dell’immondizia contenenti dei fiori, come nella foto, e scandito slogan come “Il paese di Annibale non è la discarica dell’Italia”, ndr.), si sono da tempo aggiunti gli appelli di Legambiente, Greenpeace e Wwf Italia che tornano a chiedere con forza al governo italiano il ritiro dei container dal porto tunisino senza ulteriori indugi, in attesa degli sviluppi del procedimento giudiziario. Le associazioni chiedono, inoltre, il rispetto della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione.

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