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Bari, l’usura dei clan a imprese e famiglie in crisi per la pandemia

Continuano le indagini dei finanzieri, coordinati dalla procura di Bari, sull’usura di prossimità nel centro e nella zona a nord del capoluogo pugliese, che due anni fa hanno portato all’arresto di 13 persone nell’ambito dell’operazione “Cravatte Rosa”. Da allora gli accertamenti investigativi sono proseguiti ed è emerso che sono stati elargiti prestiti con l’applicazione di tassi di interesse annui fino a oltre il 1200%. Importante è stata la denuncia presentata da un imprenditore pugliese in difficoltà finanziarie e “caduto nelle mani di quattro clan”. – continua sotto – 

90 le persone coinvolte, facendo emergere l’esistenza di strutture organizzate che prestano i soldi della mafia a imprenditori e commercianti già in difficoltà e poi messi in ginocchio dalla crisi economica conseguente alla pandemia. Per gli investigatori il “modus operandi” delle organizzazioni criminali è essenzialmente basato sull’uso di contanti sia da prestare sia da riconsegnare da parte della vittima. In alternativa ci sono gli assegni bancari: o privi dell’indicazione del beneficiario e da spendere in esercizi commerciali e intestati al titolare dell’attività economica che lo pone all’incasso, oppure assegni circolari intestati a persone vicine al gruppo criminale. – continua sotto – 

“Per dissimulare le tracce dei flussi di denaro generati dai prestiti usurari nei circuiti finanziari – spiegano gli investigatori – in alcuni casi la restituzione delle somme coinvolge i componenti del nucleo famigliare della vittima attraverso l’emissione a proprio nome di assegni”. In caso di insolvenza o di ritardi nella restituzione dei prestiti, i clan hanno organizzato “spedizioni punitive” a carico delle vittime. Le persone coinvolte nelle attività usurarie sono una novantina e ognuno con un compito preciso. Oltre ai vertici e agli esponenti di spicco dei clan, le attività investigative hanno messo in luce il ruolo degli “intermediari” (che hanno messo in contatto gli usurati con le singole organizzazioni criminali), dei beneficiari degli assegni circolari (contigui ai clan) e di coloro che hanno riscosso gli interessi o hanno eseguito le “spedizioni punitive”. IN ALTO IL VIDEO

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