Aversa

Aversa, da “paese dei pazzi” a “paese dei social-dipendenti”

Aversa (Caserta) – Che Aversa fosse, per antonomasia, “il paese dei pazzi” era ed è cosa risaputa. Noi aversani ci siamo sempre difesi affermando che i pazzi li ospitavamo. Ma, in questi ultimi giorni, assistendo a qualche episodio cittadino, sto pensando che forse qualche scoria di pazzia degli ospiti dei nostri due manicomi abbia contagiato diversi nostri concittadini. Il resto l’hanno fatto i social e la vanità, la voglia di apparire di alcuni. Esempio lampante quanto avvenuto lo scorso fine settimana in relazione alla risistemazione di piazza Domenico Cirillo, un gioiellino in pieno centro storico, mai valorizzato. – continua sotto – 

La premessa è d’obbligo: nessuna critica ai tre commercianti che hanno dato nuova linfa alla piazza, almeno nelle serate di fine settimana. Anzi. Il problema, ancora una volta, sono i giovani amministratori comunali che, forse proprio per la loro giovane età, continuano a fare autogol a go-go senza che nessuno gli spieghi quali errori commettono. I tre locali del “Seggio” (tra quelli che non hanno la possibilità di avere spazi attigui ai loro posti di lavoro) hanno dato vita ad una gradevole location grazie all’amministrazione che li ha autorizzati. A questo proposito sarebbe il caso di capire perché a questi tre e non ad altri commercianti. E’ stato emanato un bando? C’è stata una manifestazione d’interesse? O si è interessato qualche amico amministratore comunale? – continua sotto – 

A farmi letteralmente saltare dalla sedia e a dubitare della integrità mentale di alcuni nostri giovani politicanti sono stati i post sui social. Una pratica che, se fossi al posto del sindaco Golia, vieterei sia ai consiglieri che agli assessori. Ma sarà difficile che segua il mio consiglio visto che lui è appassionato dello stesso sport, anzi è “social-dipendente”. – continua sotto – 

Ha iniziato il cinquestelle di destra, proveniente dal Fronte della Gioventù, Roberto Romano, che, memore del proprio passato, si è fatto fotografare mentre imbracciava una pala intento a pulire una caditoia, in stile “quando c’era lui, caro lei”. Sono poi seguiti post di Pasquale Fiorenzano, di Paolo Cesaro e ancora di Romano (con la presenza in foto dell’assessore Francesco Sagliocco) che si attribuivano il restyling della piazza tra tavolini, lucine e vele. Un corto circuito social che ha provocato tante amarezze, tante delusioni in quei commercianti che sono stati addirittura perseguitati anche in tempo di pandemia (basti pensare a “Belli di Mamma”). Mi dispiace dirlo: ci ho creduto, mi hanno gabbato.

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