Aversa

Aversa, riscossione tributi: Oliva torna all’attacco sul caso Sogert

Aversa (Caserta) – «Sindaco, assessore alle Finanze, dirigente dei Servizi Finanziari e segretaria generale del Comune di Aversa continuano a non spiegare perché è stato concesso alla società Sogert di declinare ad una clausola specificamente prevista negli atti di gara, ovvero l’apertura dello sportello di front-office entro 30 giorni dalla stipula del contratto (stipula che evidentemente si presumeva propedeutica all’inizio della gestione, in modo che il servizio fosse espletato solo quando fosse stato allestito un ufficio in città), clausola il cui mancato rispetto era sanzionato con la risoluzione contrattuale. Qui, in deroga a questo principio, è stato consegnato il servizio ancor prima della stipula del contratto, e non per il tempo strettamente necessario a preparare gli atti, bensì per circa 7 mesi. Ciò è stato consentito senza alcun accordo formale, quindi il sindaco e l’assessore giustificano una violazione delle clausole con una ulteriore circostanza non legittima, che invece aggrava la violazione e quindi mette in evidenza l’arbitrarietà dell’agevolazione concessa». – continua sotto – 

Alfonso Oliva, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ritorna all’attacco sulla vicenda Sogert e relativo sportello cittadino a seguito della risposta alla propria interrogazione non ritenendosi «assolutamente soddisfatto, rilevando che le affermazioni del sindaco e dell’assessore Sagliocco contenute nella risposta stessa tentano di giustificare il perdurare di una situazione di illegittimità spandendo una cortina di nebbia sul particolare trattamento riservato ad un determinato operatore economico». – continua sotto – 

«Essi affermano – scrive Oliva – che, dopo l’aggiudicazione definitiva con determina dirigenziale n. 69 del 30.07.2020, con la successiva determinazione numero 70 del 31.07 venivano consegnati alla Sogert Spa i servizi oggetto della gara, sotto riserva di legge, motivando tale decisione principalmente, per quanto si legge nella comunicazione, con l’esigenza di “garantire l’attività di accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità, dell’imposta sulle pubbliche affissioni, della Tosap, nonché la riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente, al fine di evitare danni patrimoniali all’Ente che già versa in una situazione di disavanzo di gestione nonché per evitare una ulteriore proroga delle attività all’ultimo soggetto affidatario“, quindi senza evidenziare con adeguata chiarezza che l’affidamento deliberato riguardava tutti i servizi in gara, ovvero anche tributi ed entrate patrimoniali quali Imu, Tarsu/Tari e Canoni Idrici che non sarebbero stati prorogati a nessuno perché in gestione diretta che quindi potevano proseguire in attesa del contratto. Attività invece che consegnate alla Sogert comportavano incassi e quindi compensi per il soggetto privato molto più alti rispetto ai due servizi già in concessione». – continua sotto – 

«In realtà, considerata la pandemia in corso e l’inizio effettivo della gestione così affidata decorrente dal 3 agosto, – incalza Oliva – si rileva che non esisteva alcuna urgenza che giustificasse la consegna dei servizi prima ancora di sottoscrivere il relativo contratto, per cui sarebbe stato più corretto approntare prima tutti i documenti necessari e stipulare poi il contratto il mese successivo. E anche volendo anticipare la consegna dei servizi con un atto non necessario, né opportuno e di dubbia legittimità, il successivo periodo di circa 7 mesi, decorsi senza alcuna giustificazione prima di provvedere alla stipula del contratto, rende la consegna sotto riserva di legge assolutamente illegittima». – continua sotto – 

L’esponente di Fdi pone anche un altro interrogativo: «Non è stata fornita alcuna risposta alla interrogazione del sottoscritto per spiegare il protrarsi di un periodo così lungo prima di stipulare il contratto, nessun motivo valido a fronte di un affidamento improvviso e frettoloso a far data dal giorno successivo all’aggiudicazione definitiva per la sua urgenza, per poi aspettare 7 mesi prima di stipulare l’atto necessario a legittimare la gestione in concessione». Oliva evidenzia, poi, una presunta disparità di trattamento: «In tutta l’azione amministrativa del periodo si può notare una mancanza di trasparenza e di equità per la ricorrente disparità di trattamento riservata a soggetti diversi, come dimostra ad esempio la richiesta del pagamento di un oneroso contributo all’Asmel di oltre 50mila euro imposta ad un operatore privato prima della stipula di un contratto, nonostante la documentata evidenza fornita dallo stesso in ordine alla illegittimità della pretesa, riservando invece diverso trattamento alla Sogert che ha potuto sottoscrivere il contratto senza aver versato al Asmel le corrispondenti spese di committenza. Sarebbe interessante conoscere il parere dell’Anac, citata dal Sindaco e dall’Assessore nella loro risposta, anche in merito a queste scelte dell’Amministrazione Comunale. La discrezionalità di un Ente non può essere immotivata, né cambiare orientamento a seconda dell’interlocutore, che così potrebbe essere favorito oppure danneggiato». – continua sotto – 

Ma non sarebbe solo questo a lasciare perplessi. Oliva continua: «Nella risposta all’interrogazione il sindaco e l’assessore, tralasciano le numerose anomalie emerse sull’affidamento, senza dare risposte esaustive all’interrogazione del sottoscritto, si soffermano sulla “enorme differenza di aggio” e le varie proroghe dei servizi di Icp e Tosap come se fossero i principali motivi del frettoloso affidamento. In realtà, questa sbandierata differenza di aggio avrebbe prodotto una minima differenza di introito per il comune, a causa dei modesti incassi che erano prevedibili nei successivi 5 mesi di pandemia, nonché della successiva abrogazione, dal 1 gennaio 2021, dei due tributi in applicazione della Legge160/2019 finanziaria 2020-2022. In ogni caso si tratta di contratti diversi e condizioni di gestione completamente diverse che non possono essere così semplicisticamente confrontati». – continua sotto – 

«A proposito dell’invio dei solleciti del servizio idrico, – scrive ancora l’esponente di FdI, passando ad altro – nella risposta all’interrogazione si sostiene sibillinamente che tale attività di pre-contenzioso sarebbe esplicitamente prevista “nell’offerta”. In realtà, come si può facilmente verificare, tale attività non era affatto inclusa nell’oggetto dell’appalto indicato nel bando di gara e in tutti gli atti connessi (servizio di riscossione coattiva dei canoni idrici), bensì, per quanto dichiarato dal sindaco e dall’assessore, presente solo nell’offerta della Sogert, quindi poteva essere prevista solo ed esclusivamente come servizio migliorativo e senza oneri per l’Ente, ed invece la società ha percepito o percepirà il medesimo aggio sul riscosso previsto per la riscossione coattiva, attività molto più dispendiosa e complessa. L’emissione dei solleciti di pagamento resta un’attività avulsa dal servizio posto a gara, anche se prevista dall’offerta. L’unico sollecito previsto dalla gara e dalla offerta della Sogert è il sollecito successivo all’ingiunzione fiscale o tuttalpiù all’atto di accertamento esecutivo, non certo il primo sollecito post bolletta, che è il primo atto di una fase propedeutica alla riscossione coattiva, fase che consiste nella emissione di tre atti: primo sollecito, avviso di costituzione in mora, atto di accertamento esecutivo. Quindi è di tutta evidenza che si è consentita l’esecuzione sotto riserva di legge di un servizio che non poteva essere affidato. Una antinomia che si traduce in una manifesta irregolarità gestionale, quindi questo ulteriore servizio aggiuntivo, non in gara, avrebbe potuto essere affidato solo con apposito atto amministrativo che quantificasse anche il relativo compenso, e non automaticamente aggiunto all’oggetto dell’appalto, rendendo quindi illegittima l’attività di solleciti e riscossione pre-contenzioso iniziata fin da gennaio 2021, cioè ancora prima della stipula del contratto. La Sogert può gestire solo i servizi oggetto della gara, e se il Comune vuole affidare un servizio supplementare, come è l’invio dei solleciti pre-contenzioso, lo deve fare con appositi atti amministrativi, in maniera trasparente e nel rispetto del codice degli appalti, e non certo con la anomala procedura adottata. Anche a questo proposito sarebbe interessante conoscere l’opinione dell’Anac». – continua sotto – 

Si passa poi, alla spinosa vicenda dei locali per il pubblico che, alla fine, la Sogert ha aperto in via Sanfelice: «Parimenti, non è convincente la risposta fornita circa il maldestro tentativo di utilizzare locali comunali per l’espletamento dei servizi. I locali sarebbero stati concessi “a prezzi di mercato”, ma il normale allestimento di un ufficio per il front office a spese della società aggiudicataria oltre al semplice affitto di uno spazio per contenere mobili e attrezzature per i dipendenti, necessiterebbe di ulteriore spazio funzionale all’accoglienza e la gestione dei contribuenti, e quindi altri oneri di varia natura, come ad esempio contratti di utenze e relativi consumi, impianti, servizi e relativa manutenzione e quant’altro indispensabile in un ufficio decoroso e funzionale, come sala d’attesa, riscaldamento e climatizzazione, antifurto, servizi igienici, e costi accessori come bollette e servizio di pulizia. Tutte spese di competenza del Concessionario che non dovrebbero essere a carico del Comune. In ogni caso la possibilità di utilizzare locali comunali rappresenterebbe per il Concessionario un indubbio vantaggio ed avrebbe dovuto essere espressamente contemplata e circostanziata negli atti di gara, piuttosto che concedere i locali con relativi consumi e servizi ad un “prezzo di mercato” con trattativa di incerta equità. A dimostrazione di quanto siano inconsistenti le motivazioni e giustificazioni addotte dal Sindaco e dall’Assessore, e di quanto sarebbe stata inopportuna la concessione di locali comunali per l’espletamento del Servizio si apprende ora da un manifesto affisso in città che, nonostante le affermazioni contenute nella risposta all’interrogazione, la Sogert aprirà invece a sue spese un ufficio in Aversa». – continua sotto – 

«E’ questo il contesto – riprende Oliva – nel quale il Comune di Aversa ha lasciato passare ben 7 mesi prima di decidersi a stipulare il contratto, 7 mesi nei quali la Sogert ha operato in uno stato di totale illegittimità in quanto non esistevano reali motivi né di urgenza né di convenienza che giustificassero un periodo così lungo di gestione in assenza di contratto, né è mai stata espressa alcuna motivazione per tale enorme ritardo nella stipula dello stesso, avvenuta solo il 24 febbraio u.s. In questi 7 mesi è stato consentito alla Sogert di operare, e di ricevere il relativo compenso, senza sostenere tutte le ingenti spese derivanti da un ufficio per il front-office in città, al punto che questa lunga inerzia sembrerebbe finalizzata a concedere tale ulteriore vantaggio economico riservato a tale società». – continua sotto – 

«E, ora – conclude l’avvocato aversano – che il contratto è stato finalmente stipulato, si può rilevare un’ulteriore anomalia, ovvero nel contratto si continua a fare riferimento all’imposta comunale sulla pubblicità (Icp) e alla tassa sull’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap) come riportate nell’oggetto del bando di gara, nonostante la Finanziaria 2020/2022 abbia abrogato i suddetti tributi con l’introduzione del nuovo Canone. Il sindaco e l’assessore parlano di decreto legislativo 507/93 e successive modifiche ed integrazioni, ma non è questo il caso, trattandosi di tributi abrogati a fronte dell’introduzione di una diversa entrata patrimoniale che, per essere gestita dal 1 gennaio 2021 in sostituzione di Icp e Tosap, necessita di specifici provvedimenti amministrativi da parte dell’Ente, provvedimenti che il Comune non ha deliberato e dei quali nel contratto stesso non vi è traccia, confermando così la totale illegittimità della gestione che risulta così completamente abusiva». Da tutte queste considerazioni l’auspicio che «le autorità preposte diano segnale di una pronta risposta alle esigenze di legalità e di trasparenza che dovrebbero caratterizzare la Pubblica amministrazione».

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