Aversa

Aversa – Palazzine di Via San Lorenzo, Ronza: “Avevamo proposto il canone a riscatto”

Aversa (Caserta) – Per disinnescare quella che fu definita una “bomba sociale” rappresentata dai residenti delle palazzine di proprietà comunale di via San Lorenzo 75 – che da oltre un trentennio rappresentano una spina nel fianco delle amministrazioni comunali perché gli occupanti dei 132 alloggi per gran parte non pagherebbero il canone di locazione, creando un buco di svariati milioni di euro nel bilancio comunale – l’amministrazione Golia, nel mese di giugno 2020, aveva ipotizzato la cessione degli immobili e quindi la loro gestione all’Acer, società che ha sostituito l’istituto autonomo case popolari (Iacp). – continua sotto – 

Se la società avesse aderito sarebbe stata la soluzione del problema per il Comune di Aversa ma, probabilmente, stando a quanto affermato dal commissario cittadino di Fratelli d’Italia, Alfonso Oliva, consigliere comunale di opposizione, che avrebbe avuto notizie in merito da fonte certa, l’idea non sarebbe stata presa in considerazione dall’Acer. Eppure, sarebbe stato sufficiente che l’amministrazione Golia avesse dato seguito a quanto avviato dall’amministrazione De Cristofaro per la soluzione del problema che nessuna amministrazione aveva in precedenza voluto realmente affrontare, temendo l’impopolarità e, quindi, ricadute negative sul piano elettorale. Così, ad oggi, le carenze strutturali persistono e hanno creato un clima di contestazione da parte degli abitanti, in particolare di quelli che pagano regolarmente l’affitto. – continua sotto – 

Denaro con il quale l’Ente Comune, proprietario degli immobili, potrebbe intervenire almeno per risolvere le criticità maggiori, utilizzando i proventi degli affitti che dovrebbero essere nelle case comunali che, stando a quanto afferma l’ex vicesindaco e assessore al Patrimonio, Michele Ronza, che affrontò il problema mai trattato per davvero dalle amministrazioni precedenti a quella De Cristofaro, ad oggi ammonterebbero a 154mila e 579,69 euro incassati da ottobre 2018. “Una operazione di riscossione – ricorda Ronza, al quale abbiamo chiesto conferma – che continua grazie all’impegno del comandante della Polizia municipale, Stefano Guarino, dirigente al Patrimonio”. – continua sotto – 

“Un centinaio gli inquilini avevano cominciato a pagare e tra l’altro – aggiunge Ronza – c’era una mia proposta di fare pagare il canone a riscatto. Avevo previsto che dopo 7 anni avrebbero potuto riscattare l’immobile occupato sottraendo dall’importo, già di per sé ridotto, i canoni corrisposti diventandone proprietari. Solo così il Comune poteva liberarsi degli immobili che comunque sono passivi”. Dunque, la soluzione al problema ci sarebbe se l’attuale amministrazione non avesse voluto buttare nella spazzatura quanto di buono hanno fatto tutte le precedenti.

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