Aversa

Aversa, D’Angelo: “Il sindaco Golia piegato agli inciuci di palazzo”

Aversa (Caserta) – «Il rimpasto di giunta, con la nomina dei nuovi assessori Innocenti, Sagliocco e Villano, segna la fine politica del sindaco Golia e pone la pietra tombale sulle speranze di rinnovamento radicale della politica amministrativa della città, alla quale tanti cittadini aversani avevano dato credito. In pochi mesi, tutti gli impegni assunti in campagna elettorale sono stati disattesi, sviliti; in pochi mesi, lo scoramento dei cittadini per lo stato pietoso in cui versa la città ha raggiunto livelli che nulla hanno da invidiare alle precedenti amministrazioni». A sostenerlo è la consigliera comunale Eugenia D’Angelo. – continua sotto – 

L’esponente dei cosiddetti “dissidenti” si chiede: «Che senso ha avuto sfiduciare l’ex sindaco De Cristofaro – di notte, come dei topi – se poi il sindaco Golia, l’alfiere della trasparenza, della legalità, del bene comune, sta ripercorrendo gli stessi sentieri pur di restare sulla sua poltrona a qualsiasi costo? Se il suo assessore al Bilancio è stato assessore al Bilancio anche con De Cristofaro; se ha imbarcato Innocenti dall’opposizione come fece De Cristofaro; se assistiamo ad un balletto di deleghe, incarichi, poltrone, rinnovi sine die di facenti funzioni e impegni su futuri dirigenti, dimenticando la città e i suoi cittadini?». «Noi, con umiltà, già da molto tempo – continua D’Angelo – abbiamo denunciato la deriva che il sindaco Golia aveva avviato: dapprima, rinunciando e affossando l’operazione verità sui conti del Comune con la revoca dell’ex assessore al Bilancio Carpentiero; poi, con il “dimissionamento volontario” dell’assessore ai Lavori Pubblici, Zoccola, con cui è caduta anche l’ultima foglia di fico, quella della legalità». – continua sotto – 

D’Angelo conclude: «Oggi il sindaco si è finalmente mostrato per quello che è: un saltimbanco, un giocoliere, un burattino, prono a chi è, e a farsi lui stesso, garante di quello status quo che, in campagna elettorale, aveva giurato di sovvertire. Sento ancora la sua voce gridare: “Noi non faremo inciuci”. Oggi la nomina dei nuovi assessori è la certificazione che il sindaco Golia si è piegato agli inciuci di palazzo. E senza neanche la dignità di farlo dopo il voto sul bilancio. In un certo tipo di degenerata politica (?) il do ut des deve essere immediato».

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