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David di Donatello, record di candidature per “Volevo Nascondermi”

Annunciate le candidature per l’edizione 2021 del David di Donatello, il premio cinematografico nostrano più prestigioso assegnato annualmente dall’Ente David di Donatello dell’Accademia del Cinema Italiano, presieduto dalla giornalista Piera Detassis. Ovviamente, come è avvenuto per tutte le premiazioni di codesta atipica stagione, la scelta della giuria è ricaduta su opere sia apparse, seppur fugacemente, in sala sia distribuite sulle principali piattaforme dedicate. – continua sotto – 

A guidare il plotone dei nominati, con ben quindici candidature, troviamo l’intenso biopic dedicato al pittore Antonio Ligabue, quel “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, già insignito alla Berlinale 2020 dell’alloro al migliore attore protagonista Elio Germano, considerato, anche in questo caso, il favorito numero uno della sua categoria rispetto agli altri, pur meritevoli, contendenti Pierfrancesco Favino (“Hammamet” di Gianni Amelio), Valerio Mastandrea (“Figli” del compianto Mattia Torre), Kim Rossi Stuart (“Cosa sarà” di Francesco Bruni), e il decano Renato Pozzetto (“Lei mi parla ancora” di Pupi Avati), che può, così, festeggiare gli ottant’anni appena compiuti con una menzione davvero inattesa. – continua sotto – 

Segue, con 14 nomination, un altro biopic di successo “Hammamet” di Gianni Amelio, volto a rinverdire la memoria di un politico chiave degli anni Ottanta Bettino Craxi. Si ferma a 13 candidature la rivelazione della scorsa stagione, il grottesco “Favolacce” dei gemelli D’Innocenzo, già destinatario di un Orso d’Argento alla sceneggiatura al Festival di Berlino dell’anno scorso, mentre sono 11 le nomination andate ad altre due pellicole biografiche, ovvero “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli e “L’incredibile storia dell’isola delle Rose” di Sydney Sibilia. Davvero gradito l’omaggio riservato alla divina Sophia Loren, in pole position nella categoria di attrice protagonista per il ruolo di Madame Rosa ne “La vita davanti a sé” diretto dal figlio Edoardo Ponti, che dovrà vedersela con la pur agguerrita concorrenza delle colleghe Paola Cortellesi (“Figli”), Vittoria Puccini (“18 regali” di Francesco Amato), Micaela Ramazzotti (“ Gli anni più belli” di Gabriele Muccino), e Alba Rohrwacher (“Lacci” di Daniele Luchetti), nominata, anche, fra le non protagoniste per “Magari” di Ginevra Elkann. Quest’ultima è in lizza, a sua volta, tra i registi esordienti insieme a Pietro Castellitto (“I predatori”), Alice Filippi (“Sul più bello”), Mauro Mancini (“Non odiare”), e il Checco Zalone nazionale, per la prima volta dietro la macchina da presa del blockbuster “Tolo Tolo”. – continua sotto – 

Come si può notare ben due sono le donne inserite in tale categoria, come, anche, due sono le donne incluse tra le migliori registe dell’anno, la già citata Susanna Nicchiarelli e Emma Dante (“Le sorelle Macaluso”), le quali completano l’evidente ricco bottino, al femminile, agguantando, pure, la nomination di miglior lungometraggio dell’anno aggiungendosi, in entrambe le categorie (regia e film) a Diritti, Amelio e agli immancabili D’Innocenzo. Da registrare, infine, la scontata candidatura di Laura Pausini, miglior canzone originale “Io si” dalla colonna sonora di “La vita davanti a sé”, che, dopo il Golden Globe e la nomination all’Oscar, incassa un altro prestigioso riconoscimento al suo talento celebrato a livello planetario.

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