Aversa

Aversa, 3 milioni di euro per Tarsu e Tia: “guerra” tra Provincia e Comune

Aversa (Caserta) – E’ guerra dei rifiuti tra Amministrazione Provinciale e Comune di Aversa. L’ente di Corso Trieste ha chiesto il pagamento della considerevole somma di oltre tre milioni di euro per la quota di competenza provinciale per Tarsu e Tia relativa agli anni 2010, 2011 e 2012. Una prima volta, la Provincia aveva chiesto la somma nel 2018 con una conseguente contestazione da parte della dirigente «nella forma, perché priva di alcuni requisiti formali essenziali, e, nel merito, atteso che le somme di cui l’Ente provinciale chiede il pagamento corrispondono a ruoli affidati all’Agente della Riscossione e direttamente intestati all’Ente provinciale» come ha tenuto a precisare l’assessore alle Finanze, Francesca Sagliocco (nella foto). – continua sotto – 

Il 10 febbraio scorso la Provincia tornava alla carica notificando, a mezzo Ufficiale giudiziario, al Comune di Aversa nuova ingiunzione di pagamento con lo stesso oggetto. «Negli anni in questione, 2010, 2011 e 2012, – ricorda Sagliocco che sull’argomento ha risposto anche ad una interrogazione avanzata dal capogruppo del Pd, Paolo Santulli – la riscossione era prevista a mezzo cartelle esattoriali e il ruolo era affidato all’Agente della Riscossione e, pertanto, gli importi di spettanza dell’Ente Provincia venivano acquisiti direttamente sul conto di tesoreria dell’Amministrazione provinciale di Caserta, al momento del pagamento da parte del contribuente del tributo in questione. Pertanto, risulta, quindi, di solare evidenza che nessun debito doveva essere iscritto nel bilancio comunale per la somma ingiunta dall’Amministrazione provinciale». Da qui la richiesta da parte della dirigente dell’Area Finanziaria all’Ufficio Avvocatura comunale di produrre opposizione all’ingiunzione di pagamento notificata a febbraio. – continua sotto – 

L’assessore Sagliocco evidenzia anche un’altra presunta incongruenza nella ingiunzione: «la somma che la Provincia dovrebbe incassare dai contribuenti per gli anni in questione, tenuto conto delle somme sinora direttamente incassate, è pari a 2 milioni e 509.808,24 euro, secondo quanto comunicato dallo stesso Settore Economico Finanziario della Provincia in data 13 gennaio 2021 e non pari alla somma ingiunta, ad ulteriore conferma delle entrate che l’Ente provinciale continua ad incassare direttamente dall’Agente della Riscossione». – continua sotto – 

La questione era stata resa pubblica, come già evidenziato dall’ex parlamentare Santulli che lamentava la mancata previsione nel bilancio comunale della somma, ipotizzando un bilancio comunale falsato, tanto da inviare la propria interrogazione anche alla Procura di Napoli Nord e alla Corte dei Conti. «Come è intuibile – afferma ancora Sagliocco – le somme accertate e iscritte nel bilancio comunale sono solo quelle relative al ruolo della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, relativo alla quota comunale, stante l’obbligo in capo all’Agente per la Riscossione di versare direttamente all’Amministrazione provinciale di Caserta la quota provinciale. Al momento in cui si instaurerà il relativo contenzioso si provvederà a tenere conto dello stesso nello stanziamento relativo al Fondo rischi per contenzioso». – continua sotto – 

Intanto, i consiglieri comunali de ‘La Politica Che Serve’ attaccano quei consiglieri che sono passati dalla maggioranza all’opposizione: «Leggiamo da giorni di consiglieri che pubblicamente si dichiarano di maggioranza, ma nei fatti e negli atti politico-amministrativi sfiduciano il sindaco in consiglio comunale. Ci troviamo, quindi, nuovamente a fare doverose precisazioni». «L’amministrazione – continuano – ha valutato e continua a valutare tutte le possibili strade da percorrere che consentano il risanamento delle casse dell’Ente, ferma restando la convinzione che i consiglieri comunali, anche di opposizione, dovrebbero offrire un contributo fattivo alla risoluzione dei problemi e non dichiarare cose ovvie e note da tempo, strumentalizzando la battaglia sui conti per giustificare la loro inquietudine politica».

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