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Pd e M5S blindano Conte. Salvini: “O governo di centrodestra o voto”

Secondo giorno di consultazioni al Quirinale per la formazione di un nuovo Governo: dopo aver sentito ieri i presidenti delle camere, oggi per Mattarella la mattinata si è aperta con le consultazioni con il Gruppo per le Autonomie, poi è toccato al Misto. LeU e Maie hanno confermato il totale sostegno a un eventuale Conte-ter. Alle 17 tocca al partito di Matteo Renzi salire al Colle mentre alle 18:30 al Pd. Domani sarà la volta di M5s, Lega, Fi e Fdi.

Pd e M5S blindano Conte. In mattinata c’è stata una riunione di un gruppo una ventina deputati pentastellati “proveniente trasversalmente da tutta la penisola”, secondo fonti vicine al movimento. E al tavolo è stato sottolineato un concetto: “senza Conte non sarà votata la fiducia a un altro premier”, ma è stata anche rimarcata la necessità di aprire al rientro in maggioranza di Italia Viva.

Salvini torna a invocare un esecutivo di centrodestra o le urne: “Ci vuole serietà, non vado al governo a tutti i costi: la parola va data agli italiani: l’unica alternativa è un governo di centrodestra oppure si deve andare al voto”. E il leader della Lega dice no ad un Governo con dentro anche Matteo Renzi e sottolinea: “Spero che finisca quanto prima questo teatrino della compravendita dei senatori e dei litigi tra Conte e Renzi. Da settimane c’è un governo fermi, litigioso, incapace. Non si può andare avanti così”. “Confidiamo nel presidente Mattarella, che penso non tolleri ancora a lungo questa caccia ai ‘viandanti’, stanno cercando dei profughi, non dei responsabili. L’Italia non merita questo: o c’è un governo che ha i numeri per governare, o la parola, in democrazia, spetta agli italiani, al voto”.

Intanto, Luigi Vitali, senatore che aveva annunciato l’addio a Forza Italia per aderire al neo costituito gruppo degli Europeisti, ha fatto retromarcia e resterà nel suo gruppo. “L’impulso – spiega Vitali – mi ha fatto dire a Conte che lo avrei aiutato, ma quando sono uscito da palazzo Chigi ed è uscita l’agenzia, mi ha chiamato Berlusconi, e mi ha detto: ‘Non posso credere che tu abbia fatto una cosa del genere’, mi ha ricordato la mia storia, le battaglie fatte. Io gli ho spiegato che non voglio le elezioni anticipate e lui mi ha rassicurato dicendomi di essere stato il primo a dare la disponibilità per un governo di larghe intese”. “Poi – prosegue – mi ha chiamato anche Salvini che mi ha detto che è disposto a parlare con chiunque purché si facciano la riforma del fisco e quella della Giustizia”. Vitali racconta, inoltre, di aver maturato il suo ripensamento alle 4 di notte dopo aver passato la serata fino alle tre con alcuni colleghi parlamentari che assicura non sono di maggioranza.

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