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Carinaro, Masi: “Biodigestore e le incredibili coincidenze sugli incarichi tecnici”

Carinaro (Caserta) – Su iniziativa del comitato “#NoBiodigestore” e delle associazioni locali domenica 31 gennaio, nella piazza centrale di Gricignano, si terrà un incontro pubblico per fare il punto sulla protesta in atto contro la realizzazione dell’impianto di biometano alimentato dalla frazione organica dei rifiuti che la “Ambyenta Campania” ha chiesto di realizzare nella zona industriale “Aversa Nord”, sul territorio di Gricignano, al confine con Carinaro, Marcianise e Teverola. Saranno raccolte le firme di adesione all’appello che gli organizzatori hanno rivolto ai cittadini per intensificare l’azione di resistenza contro un impianto di dimensione gigantesca che per i promotori della protesta produrrebbe effetti negativi sulla qualità ambientale della zona, su cui già pesa la presenza di non poche industrie che hanno a che fare con i rifiuti e dai tanti altri impianti di grande  impatto ambientale. – continua sotto – 

Alla vigilia dell’evento, il consigliere comunale indipendente di Carinaro, Stefano Masi, ritiene che “a fronte di tanto frenetico fervore operativo dei cugini gricignanesi, colpisce il silenzio assordante dei nostri amministratori carinaresi che su questa vicenda, sin da quando essa è esplosa, non hanno dimostrato alcuna capacità o, peggio, volontà di mobilitazione e di coinvolgimento popolare o dei gruppi di opposizione consiliare. Nell’unico appuntamento pubblico sulla vicenda Biodigestore, cioè il Consiglio comunale del 3 dicembre scorso, l’assessore all’Ambiente, Marino, si affannò a rassicurare tutti che la questione era appena all’inizio e che da quel momento si sarebbero intensificate le azioni da mettere in campo”. “Inoltre, la maggioranza – spiega Masi – accolse pubblicamente la proposta delle minoranze di ricorrere ad un super esperto di diritto urbanistico e di diritto ambientale per fiancheggiare l’azione di Carinaro nella complessa e delicata battaglia da portare avanti nelle sedi dovute, un esperto capace di contrastare le tesi e le mire dei promotori della nascita del Biodigestore nei nostri territori.  Pur declinando l’invito a trovare assieme il nome del consulente, mi limitai a chiedere che il prescelto fosse di grande livello e di riconosciuta competenza giuridico-ambientale. Utilizzai, infatti, l’espressione ‘il Maradona dei professionisti’. Cosa ha fatto, invece, in questi due mesi la nostra Amministrazione?  Nessuna iniziativa, nessun coinvolgimento dei gruppi di opposizione e della stessa Città e neppure un briciolo di informazione, ancor più necessaria dopo che la Regione sta assumendo, sulla vicenda, un atteggiamento che non lascia presagire niente di buono”. – continua sotto – 

L’unico atto noto è un incarico professionale che il 31 dicembre scorso, quasi un mese dopo il Consiglio, è stato conferito all’ingegner Onofrio Dennetta. “Debbo confessare – sostiene Masi – che sono rimasto del tutto basìto dal leggere l’atto di affidamento, non credevo ai miei occhi! Il profilo prescelto, infatti, ha il curriculum di un professionista da sempre impegnato in progettazione o direzione dei lavori di strade, edifici, impianti di pubblica illuminazione, senza alcuna competenza specifica e trascorsi operativi in materia di diritto ambientale e urbanistico.  Come può la maggioranza giustificare un atto così lontano dal cuore della discussione emersa in occasione del Consiglio del 3 dicembre sulla questione Biodigestore? Come può l’assessore Marino continuare a far finta di niente, vivacchiando nell’esercizio della propria delega, al cospetto di una questione così rilevante?”. Ma c’è di più, secondo il consigliere indipendente. “Sarebbero bastati – continua Masi – un pizzico di curiosità tra i componenti della maggioranza e un po’ di una buona volontà nel far qualche ricerca sul web per scoprire che non molto tempo fa i destini professionali del professionista prescelto si sono incrociati con quelli dell’ingegner Russo, il tecnico beneventano individuato da Carinaro per prendere in mano le redini dell’urbanistica locale, tratto in arresto prima ancora di prendere servizio la scorsa settimana (leggi qui). A Bagnoli Irpino, infatti, circa un anno fa, proprio l’ingegner Russo affidò un incarico professionale a Dennetta e ciò, a quanto raccontano le cronache di quel luogo, mandò a tal punto in crisi il rapporto tra Russo e l’amministrazione locale che sia Russo che Dennetta rinunciarono al proprio incarico”. – continua sotto – 

La domanda, pertanto, per Masi sorge spontanea: “Tra migliaia di tecnici che operano in Campania, escludendo quindi ‘Maradona’ per cui Carinaro ha mostrato disinteresse, come è possibile che il nostro Comune si sia affidato proprio all’ingegner Dennetta per la vicenda Biodigestore? Ci troviamo di fronte a un’incredibile coincidenza, insomma una libera e casuale scelta dell’Ente o è legittimo pensare che dietro ci fosse la volontà di qualcuno a ricostituire il tandem che non ha avuto fortuna nel comune di Bagnoli Irpino? Insomma, l’amministrazione di Carinaro è vittima di un destino cinico e baro o dietro certe scelte vi è una regia occulta e un disegno unitario?”.  “Sono terribili interrogativi, mi rendo conto, ma non ho elementi per dare risposte certe”, incalza Masi, per il quale “sarebbe utile, però, che a fornirle fosse il nostro assessore al ramo, Serena Marino, che aveva promesso al Consiglio comunale che Carinaro si sarebbe affidata a un professionista di livello assoluto. Risposte che sono ancor più doverose, soprattutto considerando le voci che circolano nel Palazzo secondo cui l’ingegner Dennetta non solo non avrebbe ancora formalizzato l’incarico ma, anzi, potrebbe avervi rinunciato prima ancora di cominciare. Insomma: troppe questioni opache che, invece, meritano grande trasparenza dati i rilevantissimi interessi economici e sociali in gioco”. – continua sotto – 

“L’assessore, pertanto, – conclude Masi – chieda subito conto di quanto accaduto e in assenza di risposte convincenti compia un gesto di dignità e rassegni le proprie dimissioni. Personalmente sono sempre stato certo della sua buona fede, e fino a prova contraria continuerò a farlo, ma credo che dopo 18 mesi di noviziato e al cospetto di una vicenda come quella del Biodigestore non sia più possibile spendere solo la propria credibilità personale ma sia necessario pretendere risposte chiare e risultati concreti. Risposte e risultati che a oggi latitano a tal punto che, a fronte delle aggressioni urbanistico-ambientali che minacciano il nostro territorio, le tante belle parole spese in campagna elettorale risuonano come un’autentica ma odiosa presa per i fondelli”.

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