Napoli

Napoli, il sangue di San Gennaro non si scioglie: cattivo presagio o invito alla preghiera?

Nella terza data annuale in cui avviene il prodigio di San Gennaro, in memoria del miracolo della fine dell’eruzione del Vesuvio del 1631, l’evento della liquefazione del sangue non si è verificato. Non è servita nemmeno la seconda messa a far sciogliere il sangue di San Gennaro. Al termine dell’ulteriore celebrazione il miracolo non c’è stato. Proseguono nella Cattedrale le preghiere dei fedeli che attendono l’annuncio. La teca è stata riportata nella Cappella alle 12 per essere ripresa nuovamente alle 16.30 e poi alle 18.30 ma anche nel corso di questi altri due “tentativi” il sangue non si è liquefatto e, dunque, la teca che lo conserva èstata riposta nella cassaforte della cappella del tesoro di San Gennaro. – continua sotto – 

Il 16 dicembre è la terza data legata al Santo, detta del Patrocinio e ricorda l’evento prodigioso del Patrono che salvò la città da una tremenda eruzione nel 1631. Il prodigio di dicembre è detto “miracolo laico” perché si svolge nella Cappella di San Gennaro, gestita dalla Deputazione di San Gennaro, istituzione laica nata il 13 gennaio 1527 per un voto della città e presieduta dal sindaco di Napoli. Quest’anno, però, le celebrazioni si svolgono sull’altare maggiore del Duomo in modo da garantire il necessario distanziamento previsto dalle norme anti Covid. – continua sotto – 

Il mancato “miracolo” è visto come cattivo presagio secondo la tradizione popolare. Noto l’episodio del settembre del 1980, anno del terremoto in Irpinia. Come quello del settembre del 1973, periodo della diffusione del colera a Napoli. O settembre del 1943, data dell’occupazione nazista, nel settembre del 1939 e del 1940. L’ultimo mancato scioglimento avvenne nel dicembre del 2016, quando la teca fu riposta nella cassaforte con il sangue solido. Tuttavia, molti invitano a non cedere alla superstizione poiché potrebbe trattarsi di un “segnale” non necessariamente legato ad un futuro evento nefasto. Lo stesso éapa Francesco, nel corso della sua visita il 21 marzo 2015 in cui straordinariamente il sangue si sciolse a metà, disse che era un invito del santo a una maggiore conversione a Gesù. – continua sotto –

“Il miracolo non è il sangue che si scioglie o no. Il messaggio da portare a casa è: se c’è qualcosa che si deve sciogliere è il cuore dell’uomo”. Lo ha detto don Vincenzo Papa nella sua omelia durante la messa conclusiva. “La domanda dei fedeli – ha aggiunto don Papa – è: e adesso che succede? Non succede niente. Che deve succedere? A sciogliersi deve essere il cuore dell’uomo che spesso si indurisce, un cuore di pietra che deve tornare di carne, capace di donare vita e sorrisi”.

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