Aversa

Aversa, incontro web del Lions Club con 180 studenti su “Minori a rischio, Sicurezza e Legalità”

Aversa (Caserta) – Il Lions Club Aversa Città Normanna, martedì 15 dicembre, ha tenuto il Service “Minori a rischio, devianza  minorile,  sicurezza e  legalità”, moderato da Eufrasia Cannolicchio, presidente del Comitato Marketing e Communication del Club, in collaborazione con l’Istituto “Osvaldo Conti” di Aversa, guidato dalla dirigente scolastica professoressa Filomena Di Grazia, a cui hanno partecipato oltre 180 studenti, tra quelli dello stesso ‘Conti’ e di altri istituti scolastici, come il Liceo Scientifico “Fermi” di Aversa, diretto dalla professoressa Adriana Mincione, la scuola media “San Giovanni Bosco” di Trentola Ducenta, diretta dal professor Michele Di Martino, e gli studenti dell’Università Parthenope di Napoli. – continua sotto –

L’incontro in web, alla cui organizzazione ha contribuito fattivamente il socio Andrea Sibilio, è iniziato con l’introduzione ed i saluti del presidente del Club Lions Aversa Città Normanna, Giustino Lunello, poi con i saluti della dirigente Di Grazia e del vicesindaco del Comune di Trentola Ducenta, Vincenzo Sagliocco, che ha accolto con favore la partecipazione all’incontro, coinvolgendo la scuola media di Trentola, ed ha portato i saluti del sindaco Michele Apicella. – continua sotto –

I lavori sono proseguiti con i relatori: Francesco Graziano, giudice del Tribunale di Napoli, che ha catturato l’attenzione degli studenti che hanno partecipato attivamente con domande e riflessioni, parlando di Costituzione e Legalità; la professoressa Maria Luisa Iavarone, pedagogista e docente dell’Università Parthenope, entrando nel merito della devianza minorile, attraverso la presentazione del suo libro il “Coraggio delle Cicatrici”, che lei ha scritto a seguito della vicenda del figlio Arturo, accoltellato barbaramente da una baby-gang napoletana, il primo dirigente del Commissariato di Polizia di Stato Aversa, Vincenzo Gallozzi, ed infine al recupero dei ragazzi che incorrono, molte volte vittime di loro stessi e dell’ambiente che li circonda, in reati più gravi della loro stessa età, e dunque, passano per il carcere minorile per poi essere accolti da associazioni come “Scugnizzi”, rappresentata egregiamente dalla dottoressa Annamaria Di Mare, che si occupa del recupero ed inserimento di questi adolescenti in società attraverso l’introduzione nel mondo del lavoro e l’educazione ai principi fondamentali della costituzione e quindi della socialità. – continua sotto –

I lavori di incontro e confronto sulla tematica adolescenziale, si sono chiusi con le conclusioni del dottor Crescenzo Muto, presidente della IV Circoscrizione Lions. Nel confronto che vi è stato tra relatori e studenti, si è trattato anche il tema della “nuova normalità”, rischio e resilienza negli adolescenti esposti ad eventi traumatici, come quelli che stiamo vivendo oggi causa “Covid 19” e, quindi, cosa significherà per loro vivere l’isolamento, che stanno subendo oggi, in una età nella quale, al contrario, l’aggregazione, che passa attraverso la scuola, la socialità, è importante per lo sviluppo psichico adolescenziale. L’obiettivo del Service messo in campo dai Lions, che sono sempre vicini ed attenti alle tematiche che coinvolgono i minori e gli adolescenti, ha lo scopo di cercare gli effetti sia dell’ambiente in cui i ragazzi che delinquono vivono della mancata socialità, sia gli effetti che avrà sui ragazzi il periodo storico che tutti stiamo attraversando. – continua sotto –

L’analisi e lo studio si sono focalizzati sui comportamenti e sugli stili di vita degli adolescenti, per individuare azioni di rafforzamento della resilienza sociale che i Servizi della Giustizia Minorile possono mettere in campo, con l’obiettivo di sostenere le funzioni di contenimento, tradizionalmente esercitate dal sistema familiare e sociale. Il lavoro è stato articolato ponendosi il quesito di quale contributo possa apportare la giustizia minorile nell’ambito della prevenzione della devianza e più in generale del disagio giovanile. Secondo la prassi della condivisione, ormai consolidata nella giustizia minorile, si è cercato di ascoltare, dare spazio e voce agli interlocutori che, a vario titolo, si occupano di giovani sul territorio. Sono state effettuate analisi statistiche dei dati dei Servizi minorili della giustizia e, dall’altro lato, si è data voce ascolto e fatto intervenire gli studenti, protagonisti attenti ed interessati dell’Incontro, nei confronti dei quali è stato rivolto l’incontro medesimo, con le loro riflessioni e domande.

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