Carinaro

Carinaro, Dell’Aprovitola: “Il nulla cosmico della Marino sul biodigestore. E i carinaresi la pagano pure!”

Carinaro (Caserta) – «Quando ci si trova al cospetto di persone irrispettose, arroganti ed irriverenti dei più elementari principi di corretta e diligente condotta socio-politico-amministrativa, non sempre è utile reagire con comprensione, con tolleranza e buon senso, vale a dire con il dialogo, la persuasione e così via, giacché non sempre questo approccio sortisce gli effetti desiderati». Insomma, rifacendosi all’antica saggezza popolare, secondo la capogruppo dell’opposizione Annamaria Dell’Aprovitola «è inutile cavare sangue da una rapa; lavare la testa all’asino, invece, equivale a sprecar acqua e sapone». – continua sotto – 

Una premessa, quella dell’ex sindaca, che già lascia intendere il tenore della replica a quella che è stata una nota stampa diffusa dalla maggioranza consiliare a conclusione del Consiglio Comunale di venerdì 4 dicembre, tenutosi in modalità telematica, con all’ordine del giorno la questione dell’impianto di biometano da Forsu (frazione umida dei rifiuti), o biodigestore, che dir si voglia, che una società torinese, la “Ambyenta Campania”, intende realizzare nella zona industriale Asi “Aversa Nord”, sul territorio di Gricignano, quindi nei dintorni di Carinaro e altri centri confinanti come Teverola e Marcianise. Comuni, questi, che hanno manifestato all’unisono il proprio “No” all’impianto. Da parte sua, l’amministrazione carinarese guidata dal sindaco Nicola Affinito, seppur Carinaro non sia direttamente interessato sul parere urbanistico, che è invece chiamata ad esprimere la vicina Gricignano, ha sottoposto al Civico consesso una proposta di delibera che sancisce un chiaro no politico al biodigestore. Proprio su questo punto la maggioranza, tramite l’assessore all’Ambiente, Serena Marino, ha accusato l’opposizione «di voler speculare e fare pura demagogia su un argomento di così grande importanza per la salute pubblica», adducendo «scuse per mancati avvisi istituzionali» o «mancato coinvolgimento diretto della compagine di minoranza» per non votare la delibera (leggi qui).  – continua sotto – 

«Squallide e tendenziose». Così definisce Dell’Aprovitola quanto dichiarato dalla maggioranza Affinito che, secondo la capogruppo, ha «un problema che risulta essergli congenito, e cioè la “comprensione del testo”». A questo punto, l’ex sindaca chiarisce la sua posizione politica sulla vicenda: «Il mio è un chiaro “No al Biodigestore”, noto ai più, e soprattutto ai cugini gricignanesi, che si sono compiaciuti numerosi per i nostri recenti interventi, a seguito dei quali l’assessora Marino sembra essersi data una mossa, inanellando una serie di brutte figure, giungendo fino all’indecente nota diffusa a conclusione del Consiglio». «Ma veniamo ai fatti. – continua Dell’Aprovitola – Purtroppo, dopo due Consigli comunali a distanza di 48 ore, questa maggioranza sembra non averne abbastanza di figure barbine. Sì, perché tutto nasce da una proposta di delibera posta all’ordine del giorno, relativa all’impianto di biodigestore del Consiglio comunale scorso che, stando ai “rumors”, l’assessore Marino avrebbe scopiazzato dal Comune di Teverola, contenente una generica dichiarazione di princìpi ed un indirizzo per incaricare il tecnico comunale per la partecipazione alla Conferenza di servizi presso la Regione. Premesso che le opposizioni hanno da subito contestato questa delibera, ma soprattutto il “modus procedendi”, che non ha previsto alcun coinvolgimento della cittadinanza, opposizione, associazioni e professionisti del territorio, salvo un incontro con alcune associazioni, nel quale immagino che la Marino avrà letto il contenuto della delibera, così come del resto ha fatto nell’incontro di stamane». – continua sotto – 

«Questa maggioranza, e con essa l’assessora – incalza la capogruppo dell’opposizione – ha proceduto con un incedere confuso, traccheggiante ed inconsistente dal punto di vista del contenuto, poiché l’unica proposta di rilievo emersa dalla discussione, e non già inserita nel corpo della delibera, è stata fatta di già dal consigliere Masi in una nota inviata ai lavori della commissione: e cioè incaricare un esperto in materia con significative referenze al fine di sostenere il comune nella lunga, complessa e difficile battaglia che si annuncia inesorabile. Tale proposta è stata condivisa dal gruppo di opposizione, tant’è che l’ho stigmatizzata nella dichiarazione di voto. Pertanto, voglio subito rassicurare la Marino e compagnia, che scoprono l’acqua calda, affermando che c’era un chiaro accordo con il consigliere Masi. Ebbene sì! In buona sostanza, abbiamo chiesto alla maggioranza di emendare la delibera, inserendo nel suo corpo tale richiesta, condizione imprescindibile per incassare un voto favorevole. Di tutta risposta ci è stato fatto notare che non è possibile emendare in Consiglio (?). Allorché, abbiamo chiesto di verbalizzare questa richiesta, chiudendo la discussione con un voto di astensione. Dopodiché l’assessore Marino interviene, affermando che anche loro vogliono incaricare un esperto, ma che evidentemente non era utile chiarirlo in delibera, la quale così redatta non ci ripara da niente e nessuno e che sarà pubblicata sul sito del Comune alla sezione Trasparenza. Dunque, se tanto ci dà tanto, parliamo del “nulla cosmico” in termini di operatività». – continua sotto – 

«L’intento delle opposizioni – spiega ancora Dell’Aprovitola – era ed è quello di sollecitare gli amministratori nell’avviare un chiaro, coinvolgente, competente e partecipativo percorso di lavoro atto a difendere la nostra comunità da un biomostro, che, sebbene non ricade nel nostro territorio, in linea d’aria sarebbe come averlo. È necessario, quindi, ricordare alla Marino che il lavoro svolto, le energie profuse ed i risultati raggiunti sono pari allo zero. E pensare che i carinaresi la pagano pure! L’unico voto discreto che ha guadagnato sul campo è quello per la lettura, a differenza di qualche altro collega, che pure i carinaresi pagano». «Pertanto, alla luce di tutte le nefandezze da lei affermate, – conclude la capogruppo – ritiro naturalmente la solidarietà ed il sostegno offertole in sede di Consiglio, poiché al primo importante banco di prova ha dimostrato, alla stregua di qualche altro, di essere sì giovane e inesperta, ma con scarse potenzialità di crescita. Insomma, c’è poco da sperare. Ad ogni buon conto, si goda per il momento lo stipendio, che allo stato è l’unico attrattore che sembra tenerla unita a tutto questo papocchio!».

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