Italia

Covid, la Campania verso la “zona arancione” dopo il picco dei contagi

Nella giornata del 9 novembre calano i contagi in Campania, pari a 3.120, ma diminuiscono anche i tamponi processati che sono 15.793 nelle ultime 24 ore. È uno scenario che si verifica abitualmente in tutto il Paese quando si prendono in considerazione i dati del weekend. Resta stabile la percentuale di positivi sui tamponi. Lo comunica l’unità di crisi regionale. I contagiati con sintomi sono 410, mentre 2.710 gli asintomatici. Sono 18 i deceduti nelle ultime 24 ore, 434 i guariti. Dall’inizio dell’emergenza Covid, in Campania ci sono stati 90.039 casi di Covid su 1.139.496 tamponi. Le persone guarite sono 16.875, 844 quelle decedute.

Intanto, i numeri del contagio, in continuo aumento, e le indiscrezioni che arrivano da Roma – a poche ore dalla riunione del Comitato tecnico scientifico e della cabina di regia per aggiornare la situazione delle regioni – fanno presupporre che la Campania possa andare verso una ulteriore stretta. I più ottimisti, come Italo Giulivo, coordinatore dell’Unità di Crisi della Regione Campania, pensano che si passi subito dalla zona gialla a quella arancione.  Ma c’è chi ipotizza addirittura misure più drastiche. Come il professore Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, che, intervistato da La Stampa, ha detto: «Servono dei veri lockdown cittadini e spetta ai governatori proclamarli. Vedo troppa gente ancora in giro per le strade. Nelle grandi città, penso soprattutto a Milano, Genova, Torino e Napoli serve agire con decisione e farlo presto».

Ieri il nuovo picco dei contagi in Campania, 4.601 casi (nella giornata precedente erano stati 4.309) ha aperto la strada alle nuove restrizioni. Le aree più delicate sono sempre Napoli e Caserta. Proprio in Terra di Lavoro, sempre nella giornata di ieri, erano 880 i contagiati su 3500 tamponi, poco meno di un test su quattro è risultato positivo. La decisione sulla Campania, come per le altre regioni, arriverà soltanto nel pomeriggio di oggi. Dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà ricevuto ed elaborato i dati dai territori.

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