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Covid, proteste a Berlino: polizia usa idranti, 100 arresti. In Ungheria lockdown parziale fino a febbraio

La pandemia di coronavirus continua ad agitare l’Europa. A Berlino, nel quartiere di Mitte e nella zona della Porta di Brandeburgo, si sono raccolte fra 5mila e 10mila persone per protestare contro le misure adottate dal governo per fermare il contagio da coronavirus. Molti manifestanti non indossavano la mascherina e non rispettavano le distanze: la polizia è quindi ricorsa all’uso degli idranti per disperderli. Mentre i getti d’acqua erano diretti sui dimostranti, agenti in assetto antisommossa hanno arrestato oltre 100 manifestanti. Tra questi, alcuni avevano sparato fuochi d’artificio e bengala. Sulle proteste è intervenuto il governo tedesco, sottolineando che “la libertà della manifestazione di pensiero è un alto valore della nostra Costituzione e le critiche alle misure e il dibattito pubblico su queste devono essere possibili e sono irrinunciabili, ma bisogna anche rispettare le misure contro il Covid”. – continua sotto –

L’Ungheria prolunga il lockdown fino a febbraio – L’Ungheria ha annunciato che prolungherà il lockdown parziale contro la diffusione del coronavirus fino all’8 febbraio. Il lockdown parziale in Ungheria sarebbe dovuto terminare il 10 dicembre. Tra le misure anti-Covid il coprifuoco tra le 20 e le 5, il divieto di raduni e lezioni online per scuole superiori e università. Tutte rientrano nell’ambito di uno stato d’emergenza in vigore dall’11 novembre. – continua sotto –

In Svizzera esauriti i posti in terapia intensiva – Caos in Svizzera, dove gli 876 posti letto di terapia intensiva certificati e riconosciuti dalla Società svizzera di medicina intensiva sono “praticamente tutti occupati” a causa dell’emergenza coronavirus.

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