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La Fase 2 degli ecocriminali: strada campestre invasa dai rifiuti tra Caivano e Afragola

Il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria per il coronavirus ha portato con sé una breve tregua sul fronte dell’inquinamento ambientale. Per un po’ di tempo le acque del mare e dei fiumi erano tornate limpide, i roghi di rifiuti tossici nella tristemente nota ‘Terra dei Fuochi’ erano diminuiti in maniera drastica, se non scomparsi del tutto e anche la qualità dell’aria era notevolmente migliorata, a seguito della diminuzione di emissioni in atmosfera.

Tutto questo è cessato appena sono riprese le attività. Le pagine di cronaca dei giornali si sono subito tornate a riempire dei disastri provocati dagli ecocriminali. I più eclatanti hanno riguardato le acque della foce dell’Agnena e del fiume Sarno tornate immediatamente torbide e maleodoranti e in più sono ripresi i roghi. A tutto questo si aggiungono fatti che quasi sempre passano spesso in sordina. Come ad esempio gli sversamenti di rifiuti nelle aree campestri che comunque continuano senza sosta nella fascia di territorio che comprende l’area a nord di Napoli e parte del Casertano. In questo caso specifico si tratta di una stradina sterrata che taglia perpendicolarmente la provinciale che segna la linea di confine tra i comuni napoletani di Caivano ed Afragola. Un tratto che per quantità di rifiuti depositati, tra cui molti di categoria pericolosa e anche i resti di auto date alle fiamme, ormai è percorribile quasi esclusivamente a piedi. E pure si incontrano notevoli difficoltà.

Gli agricoltori che coltivano i terreni della zona, ormai impossibilitati persino ad accedere ai loro fondi agricoli, insieme alle associazioni ambientaliste, denunciano da anni l’assoluto degrado che domina la zona ma ad oggi non sono ancora stati presi provvedimenti concreti. Da quanto si è appreso, le ultime segnalazioni però sembrano aver sortito un primo effetto: nel pomeriggio l’area interessata è stata oggetto di verifiche delle forze dell’ordine, è stata segnalata ai carabinieri forestali e al Ministero dell’Ambiente. IN ALTO UN VIDEO, SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA

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