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Conte striglia le banche: “Facciano di più”. E avverte: “Non è ancora tempo di party e movida”

“Se il peggio è alle spalle lo dobbiamo ai cittadini che hanno modificato i loro stili di vita”.  Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte alla Camera. Ora, si tratta di “riavviare il motore economico e produttivo dopo aver superato la fase più acuta dell’emergenza ma la sfida è ancora più difficile”. “Dobbiamo riavviare il motore del Paese – ha aggiunto il premier – ma lo dico ai giovani: non è tempo di movida o party”. “Con la stessa determinazione” usata nella fase 1 “ritengo possibile, anzi doveroso, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità. Siamo nella condizione di affrontare la fase 2 con fiducia e responsabilità”, ha detto ai deputati.

“Le banche devono fare di più” – Nell’informativa Conte ha sollecitato “il sistema bancario che può e deve fare di più”. “In particolare per agevolare i prestiti sostenuti da garanzia pubblica”, la norma “consente infatti di erogare prestiti nel giro di 24 ore”. Su questo punto si sono scatenate le tifoserie rivali in Aula, il capo del governo è stato prima interrotto dalle proteste dell’opposizione. Riprendento la parola ha invece strappato l’applauso della maggioranza quando ha affermato che “in tanti casi le tempistiche sono state rispettate, in tanti casi questo non sta avvenendo”, le banche dunque si devono “allineare” a quanto previsto dalla norma e “non è tollerabile” mettere in difficoltà le attività per i mancati prestiti.

Rischio di aumento della curva calcolato – “Il rischio dell’aumento della curva epidemiologica è calcolato”, ha quindi spiegato, sottolineando che “siamo consapevoli che quella che abbiamo davanti è la sfida più difficile e non meno insidiosa di quella affrontata dall’inizio dell’emergenza quando siamo stati costretti a introdurre misure contenitive sempre più severe ed estese a tutto territorio nazionale. Per tutelare il bene primario, la salute la vita e integrità fisica siamo stati costretti a limitare gli spostamenti e imporre un distanziamento e bloccare ogni attività”.

Test sierologici su base volontaria – Il premier ha chiarito che dal “25 maggio verranno eseguiti test sierologici su base volontaria” e saranno “su un campione di 150mila abitanti”. “Soprattutto in questa fase è importante l’uso dei test molecolari, il commissario ha avviato una richiesta per l’offerta di kit per ulteriori 5 milioni di test e 59 aziende hanno presentato proposte”, ha proseguito Conte. “In Italia sono stati fatti 3 milioni 171.719 tamponi, collocando il nostro paese al primo posto per numero di tamponi per abitante”, ha evidenziato nel corso dell’informativa alla Camera sulla riapertura dopo l’emergenza coronavirus. IN ALTO IL VIDEO

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